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«Inaccettabile la concessione di fasce
di spiaggia libera agli chalet»

MARE - La segreteria regionale Prc contro la Regione, lancia un appello ai sindaci: «Abbiamo scritto a quelli delle città litoranee dove chiediamo di evitare questo ulteriore danno alla collettività»
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“L’emergenza sanitaria che si è abbattuta sul mondo ha scoperchiato il vaso di Pandora evidenziando tutte le storture di un sistema ad economia liberista. L’amministrazione regionale delle Marche non fa differenza rispetto alla visione che il Governo nazionale sta portando avanti”. E’ il punto della segreteria regionale del Partito di Rifondazione comunista. Oggetto della disamina, l’utilizzo delle spiagge libere.

“Nell’adozione dei protocolli di sicurezza da adottare per questa nuova fase dell’epidemia – si legge in una nota stampa della segreteria regionale Prc-Se – sono state ascoltate tutte le organizzazioni di categoria e invece non sono state ascoltate le organizzazioni di volontariato, le parti sociali e le associazioni del cosiddetto Terzo settore che sono portatrici di interessi collettivi e diffusi.

Il riferimento che vogliamo fare è alla delibera di giunta regionale 564 dell’11 maggio 2020 allegato C, in cui sono elencate le linee guida operative per la prevenzione, gestione, contrasto e controllo dell’emergenza Covid-19 negli stabilimenti balneari e spiagge libere.

La cosa inaccettabile che a nostro avviso rappresenta ancora una volta la rappresentazione plastica di questo capitalismo è la facoltà concessa alle amministrazioni comunali litoranee, di poter concedere fasce di spiagge libere ai concessionari, per permettergli di avere il numero di ombrelloni più alto di quello che avrebbero con la loro normale concessione per via delle distanze di sicurezza che si devono adottare. I sindaci quindi, possono concedere ‘temporaneamente’ porzioni di spiaggia libera sottraendone la fruizione a chi, comunque, ha bisogno di aria e di iodio dopo due mesi di lockdown.

Si intuisce che, soprattutto nelle zone a più alta densità abitativa, in estate mancherà lo spazio per poter usufruire del mare per chi non potrà permettersi un ombrellone nello stabilimento, compromettendo altresì la situazione sanitaria delle spiagge libere che si ritroverebbero notevolmente ridimensionate. Per questo motivo abbiamo scritto ai sindaci delle città litoranee in cui chiediamo di evitare questo ulteriore danno alla collettività e li invitiamo a preservare gli spazi di fruizione libera delle spiagge”.

 

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