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‘Hotel Federico II’ in liquidazione,
il sindaco: «Sì al tavolo regionale
a salvaguardia di lavoratori e struttura»

JESI - Massimo Bacci accoglie l'invito delle organizzazioni sindacali. «Sarà importante capire se vi possono essere proposte per una cessione aziendale o alternative valide per non disperdere il complesso alberghiero, in una posizione strategica e dunque appetibile» spiega
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L’Hotel Federico II, 4 stelle, di Jesi (foto pagina Facebook)

 

«La messa in liquidazione dell’Hotel Federico II è una notizia che certamente preoccupa per i gravi effetti che ne conseguono». Commenta così il sindaco Massimo Bacci la novità che coinvolge il complesso alberghiero a 4 stelle, tra i più importanti delle Marche, con oltre 50 dipendenti, annunciata ieri dalla Filcams Cgil Ancona.

Massimo Bacci

Il sindacato, che sta avviando la mobilitazione dei lavoratori, convocati in assemblea per domani mercoledì, ha sollecitato alle istituzioni e in particolare all’assessorato regionale al Lavoro, la convocazione di un tavolo regionale per verificare la presenza di progetti o proposte «che evitino un disastro sociale e lavorativo in un momento già particolarmente complicato». Il sindaco di Jesi stamattina in una nota spiega di «accogliere volentieri la richiesta che mi è giunta dalle organizzazioni sindacali di partecipare ad un tavolo regionale che ritengo assolutamente indispensabile e dove auspico possa essere avviato un percorso che, innanzitutto, provi a salvaguardare l’occupazione di dipendenti e collaboratori dell’attività ricettiva. Sarà importante capire se vi possono essere proposte per una cessione aziendale o alternative comunque valide per non disperdere una struttura che, oltre ad aver accompagnato la storia di Jesi per quasi 40 anni, è in una posizione strategica regionale e dunque certamente appetibile». Massimo Bacci non perde di vista il fatto «che in questi mesi si sono registrati due nuove situazioni dirompenti per il territorio che hanno interessato quello che era il Gruppo Pieralisi di cui l’Hotel Federico II ne ha fatto parte: il passaggio della maggioranza delle quote dell’azienda principale, la Pieralisi Maip, con conseguente separazione delle altre attività e la successiva scomparsa dell’ingegnere Gennaro Pieralisi che di quel gruppo è stato l’artefice e il riferimento unico e costante. Per questo è auspicabile che da parte di coloro che sono chiamati a dare continuità alle altre realtà aziendali di famiglia vi siano chiare e inequivocabili parole che possano fornire assicurazioni ai lavoratori e al territorio».

«L’Hotel Federico II è in liquidazione A rischio 50 lavoratori»

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