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L’anconetana Velia Balducci
trionfa in Serbia:
è sua la miglior poesia straniera

CULTURA - Con l'amico Giuseppe Milella, ha dato vita all'opera 'La farfallina e il Fiore', vincendo una delle sezioni del prestigioso “Premio due piume in un respiro”, bandito nell’autunno scorso da un'associazione culturale di Belgrado
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di Giampaolo Milzi

Amore e natura, in armonia ed equilibrio. Un po’ questo il minimo comune denominatore della delicatissima poesia con la quale l’anconetana Velia Balducci ha vinto una delle sezioni del prestigioso “Premio due piume in un respiro”, bandito nell’autunno scorso dall’associazione culturale Medjunarodni Knjizevni Konikus di Belgrado, capitale della Serbia. Un concorso molto prestigioso, giunto alla III edizione, al quale hanno partecipato circa 600 autori, di cui una sessantina stranieri e tra questi qualche italiano. L’originalità della competizione sta molto nella formula che prevede che i versi siano scritti da due poeti. L’idea di partecipare è venuta a Giuseppe Milella, di Acquaviva delle Fonti (provincia di Bari), un caro amico della signora Velia. E i due hanno evidentemente trovato una sintonia compositiva di elevatissimo livello, dando vita insieme a “La Farfallina e il Fiore”, questo il titolo della loro opera che, come citato, è risultata la prima delle tre classificate di una delle tre sezioni del concorso, quella per “Poesie in lingua straniera” (“Poesia prosaica” e “Poesia”, le altre due sezioni per autori in lingua serba). Su di giri per la gioia, Velia Balducci, così come il co-vincitore Giuseppe Milella. «Tutto è nato dal fatto che quella poesia l’avevamo già scritta insieme molto tempo prima, quando non sapevamo del premio in Serbia. – racconta . – E quando abbiamo letto il titolo di quel premio, le due piume in un respiro, ci è sembrato naturale provarci. Devo ringraziare Milella perché si è occupato lui di tutte le formalità burocratiche, e lui al contrario di me è un artista molto affermato. Che emozione, già non ci pareva vero di essere stati selezionati per la finale… il 15 marzo come vincitori riceveremo una targa, un libro e un’opera d’arte». Ma che tecnica avete usato? «Semplice, una strofa a testa, creando un dialogo tra la farfallina e il fiore». E queste strofe, nella loro semplicità, sprigionano una forte sensazione di bellezza pura e incontaminata, esaltano i valori del sentimento e del profondo affetto reciproco, una reciprocità che è un ”dono”. Dove “far l’amore” significa creare “senza timori e paure” (…) “un unico intarsio indefinito con il corpo, e con la mente, che è più profondo e penetrante”. Come se i due protagonisti fossero antropomorfi, affini ad una umanità alla quale il loro colloquio individuale sembra rivolgersi. Una poesia che profuma di spontaneità, libertà, complicità, leggiadria. Che fa sognare una natura, un mondo da favola, dove guardando il cielo e l’erba si può raggiungere davvero il cuore e lasciarsi guidare da esso per mantenere, preservare, accarezzare la Madre Terra con tutte le sue ricchezze stupefacenti.
Velia Balducci, classe 1955, lavora nella pubblica amministrazione. «Un’occupazione part time – spiega – e così ho molto tempo libero per scrivere, ho iniziato quattro anni fa e non ho più smesso». Già baciata dal successo, Velia. Il suo esordio, la raccolta di 100 poesie “Parole silenzi echi e ritorni” (pubblicata dalla casa editrice di Senigallia “Ventura” nel 2019, euro 12,00) ha vinto una targa all’VIII Premio nazionale di poesia “L’arte in versi”, premio fondato dal poeta, scrittore e noto critico letterario jesino Lorenzo Spurio. Non ha smesso di scrivere, questa donna che fatto risuonare con onore una pillola d’arte anconetana in Serbia. «Sto lavorando a una nuova raccolta di una cinquantina di poesie, che sto rivedendo e perfezionando con molta calma prima che venga pubblicata. I contenuti? La speranza che tutto vada bene, la spinta all’ottimismo e alla ricerca dell’autostima, della propria profonda conoscenza personale, “animica”. Il contesto sociale di oggi non emana certo positività e la pandemia Covid ha aggravato la situazione. Nel senso che ha accentuato la tendenza delle persone a chiudersi in se stesse, a non manifestarsi per ciò che sono davvero, a non comunicare con schiettezza. La chiave per uscirne è riuscire a ribaltare questa tendenza e a riconoscerci tutti parte di una umanità unica, solidale, dove ogni egoismo sia bandito».
Quanto a Giuseppe Milella, coautore de “La Farfallina e il Fiore”, è un poeta più “navigato”, conosciuto a livello nazionale, ha vinto premi a Roma, Milano, Napoli, in Sicilia. Ha pubblicato quattro raccolte di liriche, l’ultima s’intitola “Catturando l’infinito”, che sarà pubblicata il mese prossimo da “L’incontro edizioni”.

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