Cani nei parchi:
cartelli di divieto mai rimossi
dopo 3 anni dalla mozione
di Sabrina Marinelli
Un cacciavite, una chiave inglese e qualche minuto di lavoro: sarebbe bastato questo per dare concretezza a un atto politico approvato all’unanimità. E invece, a distanza di tre anni dalla decisione del consiglio comunale, la rimozione dei vecchi cartelli, di divieto d’accesso ai cani nei parchi cittadini, è rimasta soltanto una promessa sulla carta.
Era dicembre del 2023 quando una mozione presentata dalla Lega ottenne il via libera compatto di maggioranza e opposizione. L’obiettivo: rendere Senigallia sempre più accogliente per gli animali, eliminando i divieti nelle aree verdi sprovviste di strutture ludiche per bambini. Una svolta dog friendly salutata come un successo bipartisan ma nessuno, in tutto questo tempo, si è preso la briga di andare nei giardini pubblici a staccare fisicamente le targhe in metallo.
Così la segnaletica obsoleta continua a fare bella mostra di sé in tutti i parchi privi di giochi della città e delle frazioni. Una paralisi che sta esasperando i proprietari degli amici a quattro zampe e alimentando forti tensioni con gli altri residenti, tra segnali imbrattati, fotocopie della mozione incollate sui pali per protesta e frequenti litigi.
A farsi portavoce del malcontento è Morena Girini, a nome di vari proprietari di cani della zona tra via del Molinello e via Pierelli: «Il Comune ha preso un impegno ed è giusto che lo mantenga – dice – altrimenti era meglio lasciare tutto com’era prima, senza illudere nessuno».
Una delusione trasversale la sua: «Non ce l’ho né con la destra né con la sinistra – spiega – la mozione era bipartisan ed è stata approvata anche dalla minoranza, ma in questi anni quanti si sono davvero attivati per far rimuovere i cartelli? Se il problema è che manca il personale, come è stato detto, siamo disposti a toglierli da soli. Avevano detto che a settembre avrebbero provveduto ma siamo ad ottobre inoltrato. Purtroppo, qui le tensioni sono sempre più forti e non vorremmo che, come succede spesso in Italia, si debba aspettare che qualcuno ci lasci le “penne” – i nostri amici a quattro zampe – prima di intervenire». Non sono mancati ritrovamenti di cibo sospetto dopo i litigi.
Sollecitato sul tema, il nuovo assessore al Verde Andrea Morsucci ha ammesso di non essere a conoscenza della questione, ma ha assicurato che approfondirà subito. «Voglio capire cos’è successo – ci risponde –, lo apprendo adesso. Gli impegni presi con i cittadini vanno sempre onorati».
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