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Giallo di Renata, conclusa l’autopsia
Sulla morte resta incertezza

INDAGINI - Alle 9,30 i medici legali Antonio Tombolini e Loredana Buscemi sono arrivati in obitorio per iniziare l'esame. Chieste anche diverse radiografie sul corpo. Bocche cucite all'uscita. Non sarebbero però emerse evidenze particolari e occorreranno ulteriori accertamenti
mercoledì 15 Novembre 2017 - Ore 11:32
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L’arrivo del pm Andrea Laurino

 

È durata tre ore l’autopsia sul corpo di Renata Rapposelli, la pittrice scomparsa il 9 ottobre scorso e ritrovata nelle campagne di Tolentino il 10 novembre. Alle 12,50, concluso l’esame, si è svolto un summit nei locali dei necrofori dell’obitorio di Macerata. Presenti i due medici legali, tecnici, e anche il sostituto procuratore Andrea Laurino, che coordina le indagini e ha partecipato all’autopsia. Con loro anche diversi carabinieri. Dopo circa un’ora sono usciti. Bocche cucite. Dalla procura d’Ancona emerge che l’esame non avrebbe condotto a risultanze particolari. Serviranno altri accertamenti. Intanto la procura ha posto sotto sequestro l’auto del figlio della donna, Simone Santoleri.

Il medico legale Antonio Tombolini

Una giornata fredda, coperta da un cielo di nuvole dense, bagnata da una pioggia fitta e incessante, con una umidità che entra nelle ossa. Così si presentava oggi Macerata sin dalle prime ore del mattino quando sono arrivate in città le prime troupe televisive per seguire il caso Rapposelli. Alle 8 i primi operatori e giornalisti erano già all’obitorio di Macerata per i primi collegamenti. Un’ora e mezza più tardi sono arrivati i medici legali Antonio Tombolini e Loredana Buscemi, nominati dalla procura di Ancona e il sostituto Andrea Laurino. Intorno alle 10 è cominciata l’autopsia sul corpo di Renata Rapposelli. Diverse le lastre che sono state richieste dai medici legali, svolte da un tecnico radiologo dell’ospedale di Macerata, Roberto Lombardelli. Del corpo di Renata, rimasto esposto probabilmente per un mese, è rimasto poco. Lo scheletro nella parte superiore e i capelli. Per capire come la donna sia morta e se sia stata uccisa i medici legali hanno dovuto esaminare le ossa per cercare se vi siano segni legati, ad esempio, a qualche arma usata per ucciderla. Alle 12,50 l’autopsia si è conclusa. Poi summit nella stanza dei necrofori. Dopodiché pm e medici legali sono sfilati via, sempre sotto la pioggia, senza dire nulla. Da ciò che emerge però dall’autopsia non sarebbero emerse evidenze e serviranno altri accertamenti. Il problema sarebbe proprio legato alle condizioni in cui è stato trovato il cadavere. Autopsia a parte, la procura di Ancona ha deciso di porre nuovamente sotto sequestro la Fiat 600 di Simone Santoleri, indagato per omicidio così come il padre, Giuseppe, ex marito di Renata. Domani invece è atteso il sopralluogo dei Ris nella casa dove viveva Renata Rapposelli, ad Ancona.

(Foto di Fabio Falcioni)

(servizio aggiornato alle 16)

 

 

 

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