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Inquinamento, 5 Stelle:
«Ripristinare le centraline di monitoraggio»

ANCONA - I consiglieri comunali pentastellati hanno presentato una mozione per chiedere la riattivazione della rilevazione della qualità dell'aria nelle zone di Torrette, via Bocconi e porto, dopo i dati allarmanti diffusi da Italia Nostra che ha commissionato alla società Gradko il monitoraggio dell'inquinamento del capoluogo
martedì 6 novembre 2018 - Ore 15:02
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Rispristinare le centraline di rilevamento a Torrette, via Bocconi e Porto ad Ancona. Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Ancona torna all’attacco sull’inquinamento del capoluogo – dopo i dati resi pubblici da Italia Nostra che, insieme ad altre associazioni, ha commissionato un monitoraggio della qualità dell’aria alla società britannica Gradko ltd – presentando una mozione perché sia di nuovo attivato il monitoraggio interrotto nel 2012. «Ancona non può aspettare un minuto di più − affermano i consiglieri Daniela Diomedi, Lorella Schiavoni, Andrea Vecchietti e Annarita Sordoni −. Alla luce dell’esito, piuttosto scontato in verità, dei risultati dei rilevamenti commissionati da alcune associazioni ambientaliste, non si può più imbrogliare i cittadini e dichiarare l’aria pulita per “presunzione”. I campionamenti effettuati dalla Gradko ltd, che ha poi eseguito le analisi, ci dicono che in uno dei punti di rilevamento, prossimo al Porto, i valori medi mensili superano del 20% i valori massimi quanto al Biossido di Azoto (No2). Non ci basta più chiedere che le centraline siano ripristinate, vogliamo che tutti gli attori, Regione, Autorità portuale e amministrazione comunale, facciano la loro parte e subito. In primis la sindaco che non sa di amministrare una delle città più inquinate d’Italia ed evidentemente non sa, o fa finta di non sapere, che ha la responsabilità della salute pubblica».

Nella mozione i consiglieri pentastellati invitano a sindaco e Giunta comunale di  chiedere alla Regione delle Marche di rispristinare le centraline di Torrette, via Bocconi e porto e, in caso di inadempienza di Palazzo Raffaello di chiedere il finanziamento dell’intervento all’Autorità di sistema portuale o di reperire nel proprio bilancio i fondi necessari per finanziare direttamente il ripristino stesso in attesa di accedere ai fondi ministeriali.

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