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Pendolaria, le Marche non investono
sulla tratta da incubo Ancona-Roma

TRASPORTI – Il dossier annuale di Legambiente conferma come prioritario per gli utenti il raddoppio della tratta Albacina-Castelplanio, parte della linea Orte-Falconara, quasi interamente a binario unico, ma i finanziamenti scarseggiano. Sempre più vecchio il materiale rotabile
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Foto d’archivio

 

 

Pochi investimenti alla mobilità su rotaia e ancora troppi pochi treni. A fotografare la situazione del trasporto ferroviario nelle Marche è Pendolaria, il rapporto annuale di Legambiente che analizza nel dettaglio lo scenario del trasporto ferroviario pendolare. Una situazione che rimane difficile e traccia il quadro di una mobilità su rotaia fatta di molte ombre e poche luci. Tra le opere prioritarie per i pendolari inserite nel rapporto, la principale riguarda il raddoppio della tratta Albacina-Castelplanio, che costituisce parte integrante della linea Orte-Falconara – quasi interamente ad un solo binario – e che comprende le stazioni di Albacina, Genga, Serra San Quirico e Castelplanio. Il raddoppio della tratta rappresenterebbe, secondo il report, un’alternativa al traffico stradale tra Roma e le Marche, la Romagna ed il Veneto, andando ad interessare un bacino di utenza di 50mila passeggeri. Il costo dell’intervento sarebbe di 593,1 milioni di euro (di cui 20 milioni per nuovo materiale rotabile), ma ad oggi risultano disponibili appena 2 milioni.
«Anche le Marche – commenta Legambiente – continuano a scegliere strade e autostrade come priorità degli investimenti, come dimostra il bilancio di previsione varato dalla Giunta regionale la scorsa settimana che, di 113 milioni di euro per il triennio 2019-2021, prevede solo 5,1 milioni per l’acquisto del materiale rotabile ferroviario e/o automobilistico e 2,7 milioni per le fermate ferroviarie».
Nelle Marche si contano 80 treni la cui età media è di 14,5 anni, per un totale di 154 corse giornaliere. Nonostante dal 2015 l’età media dei treni sia scesa (-4,8), il 28,8% del materiale rotabile supera i 15 anni, età in cui i treni cominciano ad avere problemi sempre più rilevanti di gestione e manutenzione. Per cambiare questa situazione bisognerebbe immettere nuovi convogli, dismettere quelli vecchi e aumentare l’offerta di treni sulle linee, in particolare in quelle urbane più utilizzate dai pendolari, tra cui proprio il collegamento tra le Marche e Roma.
«L’investimento da parte della Regione Marche rappresenterebbe un primo passo che però da solo non basta – fa il punto Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche –. Per cambiare passo è necessario investire in maniera convinta nella mobilità sostenibile, sui treni e sulla formazione del territorio anche in prospettiva degli importanti investimenti che la Regione Marche sta facendo per sviluppare una rete di ciclovie. Un esempio concreto è quello promosso da Legambiente, Regione, Anci e comune di Pesaro con la Scuola di Bicipolitana per offrire ai tecnici il primo corso di formazione sulle soluzioni tecniche e progettuali capaci di far crescere su scala urbana e periurbana una mobilità ciclistica di qualità».

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