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Chiusura punto nascita,
la questione arriva in Parlamento

FABRIANO – Il sindaco Santarelli fa sapere che i parlamentari pentastellati del territorio hanno preparato un'interrogazione in merito alla revisione dei criteri annunciata dal ministro Grillo. Il 16 maggio il Consiglio di Stato si esprimerà sul ricorso fatto dal Comune contro la sentenza del Tar che non aveva riconosciuto la sospensiva, mentre il 22 toccherà al Tribunale amministrativo esprimersi, questa volta nel merito della chiusura
lunedì 13 Maggio 2019 - Ore 20:24
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Il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli

 

di Martina Marinangeli

Due settimane di fuoco per il punto nascita del Profili. Il futuro del presidio fabrianese passa per due tappe giudiziarie fondamentali che potrebbero segnarne il destino, mentre si resta in attesa di un intervento diretto da Roma, sollecitato anche da un’interrogazione dei parlamentari pentastellati del territorio. Il 16 maggio, il Consiglio di Stato si esprimerà sul ricorso fatto dal Comune contro la sentenza del Tar che non aveva riconosciuto la sospensiva sulla chiusura, ma è la data del 22 il vero D-day, quando il tribunale amministrativo dovrà esprimersi nel merito. Un iter a marce forzate che potrebbe però subire una deviazione: «durante l’incontro della scorsa settimana, il ministro della Salute Giulia Grillo ci ha detto che è stato avviato il percorso per rivedere i criteri per l’operatività dei punti nascita – fa sapere il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli –. Un percorso che durerà dai quattro ai sei mesi e c’è la possibilità che il numero dei 500 parti minimi possa essere rivisto. Potrebbero anche essere rivisti i criteri, tenendo ad esempio in considerazione la posizione geografica del punto nascita e la loro sicurezza, non facendo una media nazionale. Per noi sarebbe importante – spiega – avere l’ufficialità di quanto anticipato dal ministro prima della sentenza del Consiglio di Stato perché potremmo così chiedere di attendere che il governo concluda questo percorso. Abbiamo fatto preparare ai nostri parlamentari un’interrogazione in merito, anche se la data del 16 maggio è troppo ravvicinata perché possa ricevere risposta». In ogni caso, l’amministrazione è quotidianamente in contatto con gli uffici del ministero «per sapere se hanno intenzione di uscire ufficialmente con questa notizia, magari anticipando anche un po’ i tempi», conclude Santarelli.

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