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«Sei premi di laurea della Politecnica
intitolati alle vittime di Corinaldo»

ANCONA – L'iniziativa è stata annunciata durante la conferenza con la quale la Regione e l'ufficio del Garante dei Diritti hanno reso nota l'intenzione di costituirsi parte civile nel processo penale per la strage nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 2018
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Le vittime di Corinaldo

 

di Martina Marinangeli

Sei premi di laurea, nei corsi dell’Università Politecnica di Ancona, intitolati alle sei vittime di Corinaldo. Un’iniziativa su cui si sta lavorando per riuscire a renderla concreta già per la sessione di ottobre-novembre e che oggi è stata annunciata durante la conferenza con la quale la Regione e l’ufficio del Garante dei Diritti hanno reso nota l’intenzione di costituirsi parte civile nel processo penale per la tragedia della Lanterna Azzurra.

Da sinistra Nobili, Ceriscioli, Mastrovincenzo e Bucci

«Martedì c’è stato un incontro alla Politecnica ed è emersa la volontà di portare avanti questo progetto», ha fatto sapere la presidente del Co.Ge.U (Comitati genitori unitari) Luigina Bucci. «L’idea è istituire dei premi di laurea intitolati alla memoria delle sei vittime (Asia Nasoni, Emma Fabini, Daniele Pongetti, Eleonora Girolimini, Benedetta Vitali, Mattia Orlandi, ndr). I premi di laurea saranno in Medicina (due), in Ingegneria (due) e in Economia (due), di cui uno specializzato in discipline giuridiche, e verranno assegnati agli studenti che realizzeranno tesi di laurea su temi che riguardano la sicurezza. Esprimo profonda gratitudine per le istituzioni che ci sono state sempre vicine in tutta questa tragedia e ora speriamo che la giustizia faccia il suo corso». La Regione, intanto, «ha approvato il documento per costituirsi parte civile al processo», ha affermato il governatore Luca Ceriscioli, affiancato dal Garante regionale dei Diritti Andrea Nobili e dal presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo. «Nel momento in cui ci siamo ritrovati per l’anniversario del tragico evento abbiamo preso un impegno molto importante: fare in modo che quello che è accaduto non finisca nel dimenticatoio – ha affermato Ceriscioli -.Tutti gli atti che possiamo fare per dare forza a questa azione credo siano utili perché l’obiettivo di tutti quanti è che i nostri giovani possano divertirsi senza rischiare la vita. Per poterlo fare occorre essere concreti. E così da subito abbiamo lanciato la formazione per le figure professionali che garantiscono la sicurezza nelle manifestazioni di pubblico spettacolo. Ci piacerebbe che quella giornata diventasse in qualche maniera una giornata nazionale per porre l’attenzione sul valore della vita umana attraverso il rispetto delle regole».

Lanterna Azzurra

Nel costituirsi parte civile, la Regione chiederà il ristoro dei danni (ancora da quantificare) per l’attività medica, sanitaria e di protezione civile messa in campo in seguito a quella tragica notte, mentre il Garante, nell’ambito della tutela dell’interesse diffuso, farà una richiesta più simbolica, sorta di danno morale per una comunità straziata da quegli eventi. «Un atto dovuto, ma non vogliamo limitarci alla commemorazione – il commento di Nobili –, ma dare una prospettiva ed un riscatto, dicendo ai giovani di avere fiducia nelle istituzioni. Dobbiamo ridare loro il diritto ad un divertimento sicuro, principio ispiratore del Codice per i locali di intrattenimento che abbiamo elaborato cercando di fornire, senza nessuna imposizione di tipo normativo, alcune linee di condotta e buone pratiche di prevenzione». Il processo penale per i fatti della Lanterna Azzurra viaggerà lungo due binari: «il primo – ricorda Nobili –, prevede il rito abbreviato per i soggetti ritenuti responsabili di atti criminosi che vanno oltre quelli di Corinaldo, e la data dell’udienza è stata fissata per il 5 marzo. La seconda, per la quale sono ancora in corso le indagini, riguarderà le responsabilità di carattere amministrativo e gestionale». «Le istituzioni non possono mai abbassare la guardia davanti a tragedie come quelle di Corinaldo – sottolinea Mastrovincenzo –. Il Consiglio regionale ha già approvato provvedimenti che mettono al centro i giovani, la prevenzione ed il contrasto alle forme di violenza, e continueremo nell’opera di sensibilizzazione». E i ragazzi, cosa chiedono alle istituzioni? «Chiediamo la garanzia della sicurezza nel divertimento perché una tragedia come quella di Corinaldo non si ripeta mai più», il monito di Leonardo Ploschberger, tra gli organizzatori dell’evento commemorativo dello scorso 8 dicembre. Studente 15enne dell’istituto Corinaldesi di Senigallia, conosceva bene Emma e Daniele, due delle sei vittime travolte dalla calca in quella tragica notte.

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