Coronavirus, stop alle trasferte
del personale nelle aziende
Il governo varerà misure di sostegno alle imprese per alleggerire l’impatto economico del Coronavirus; i sindacati chiedono di spingere l’acceleratore sullo smart working e telelavoro, le aziende vietano le trasferte dei dipendenti all’estero e in Italia. Anche nel distretto economico di Fabriano i maggiori gruppi industriali e le multinazionali, come ad esempio Whirlpool, Elica, Faber, Ariston Thermo Group e Gruppo Fedrigoni, hanno ritenuto opportuno, a scopo cautelativo e precauzionale in questa fase delicata, di vietare i trasferimenti del personale. In Whirlpool sono vietate tutte le trasferte all’estero e in Italia senza eccezioni, riferisce l’Ansa. Lo stesso per la Faber, riporta sempre l’agenzia di stampa, dove la circolare invita anche tutti i dipendenti che credano di essere venuti a contatto con potenziali persone infette e/o avvertano sintomi influenzali importanti, a non recarsi al lavoro e a seguire le indicazioni nazionali. Stesse raccomandazioni in Elica, per le trasferte urgenti serve un’autorizzazione. Analoga direttiva per il Gruppo Fedrigoni e per l’Ariston Thermo Group; quest’ultima ha costituito una task-force dedicata per monitorare e valutare tutti gli aspetti della crisi.
Le Segreterie Uil-Fpl territoriali di Ancona – Ascoli – Fermo – Macerata – Pesaro Urbino e il Segretario Generale Regionale Paolo Possanzini, a seguito delle disposizioni del Ministero della Salute, che attualmente interessano le regioni del Nord Italia e nonostante che nelle Marche, ad oggi, non risultino casi di contagio, hanno invitato «la Regione Marche a sollecitare le strutture Sanitarie Regionali e Territoriali, pubbliche e private, nonchè tutti gli Enti del territorio marchigiano, di evitare qualsiasi forma di aggregazione di massa di lavoratori o delegati e ad esempio, a titolo esemplificativo, per manifestazioni, presidi, convegni, corsi, espletamento procedure concorsuali imminenti, trattative e assemblee sindacali in qualsiasi luogo e comparto, fermo restando che rimarrà invariata la normale attività sindacale».
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