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L’Inrca studia percorsi integrati
per evitare complicazioni
nei pazienti Covid-19

ANCONA - Appena le condizioni cliniche dei degenti contagiati presentano caratteristiche minime di “stabilità”, viene attivato un approccio multi-disciplinare e multi-professionale per evitare il subentro di complicanze cliniche
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L’ingresso dell’Inrca

 

L’Inrca studia nuovi percorsi integrati per fronteggiare sempre meglio l’emergenza Coronavirus. L’Istituto di ricerca, data la sua mission, ha da subito considerato la possibilità di istituire percorsi particolari per gli anziani colpiti dal virus e ricoverati, spesso costretti a lunghi periodi di immobilità. Per ridurre le complicanze di tale allettamento, le Aree Infermieristica e della Riabilitazione hanno sviluppato ed avviato, per il presidio Inrca di Ancona e Fermo, un progetto integrato per il miglioramento dell’ambito assistenziale-riabilitativo. «L’obiettivo – fa sapere una nota stampa ufficiale – è stato quello di attivare un equipe di professionisti dediti alla gestione dei pazienti in aree specifiche individuate per Covid-19 positivi, con approccio e percorso multi-disciplinare e multi-professionale. Appena le condizioni cliniche dei pazienti presentano caratteristiche minime di “stabilità”, viene attivata una gestione integrata degli stessi, per contribuire a contrastare l’eventuale subentro di complicanze cliniche e iniziare attività di posizionamento, mobilizzazione, movimentazione, progressione delle posture e deambulazione. Questo al fine di attivare una presa in carico che garantisca una movimentazione precoce, riconosciuta come la più potente strategia di prevenzione e cura delle complicanze cliniche (Nice)».

Un ruolo fondamentale in questo percorso è garantito, accanto a medici, infermieri, fisioterapisti e tecnici, dalla figura degli operatori socio-sanitari (Oss).«La peculiarità di questa figura – rposegue il comunicato – è quella di supportare ed essere supportata nelle attività di assistenza di base e di movimentazione precoce, per una continua integrazione all’interno dell’organizzazione. La loro presenza giornaliera in orari in cui le attività sul paziente variano, comporta che il professionista sia perfettamente integrato con i tempi e modi di azione di ogni altra figura coinvolta nel percorso di presa in carico e ne possa quindi favorire l’intervento. Si sviluppa così un nursing riabilitativo, inteso come quel complesso di attività finalizzate a rendere più efficace il trattamento rieducativo, fondamentale nel mantenere o migliorare le abilità motorie e le funzioni cognitivo-comportamentali».



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