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Sale da ballo escluse dai ristori regionali:
«Non siamo cultura, vergognatevi»

ANCONA - Discoteche lasciate chiuse e fuori dal nuovo decreto legge che introduce l'utilizzo del green pass ma anche dai contributi per i lavoratori dello spettacolo erogati dalla giunta marchigiana. Maurizio Casarola (Assointrattenimento): «Siamo l'unico settore ad essere fermo da 17 mesi»
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Maurizio Casarola

 

Escluse del nuovo decreto legge sull’emergenza sanitaria che introduce l’utilizzo del green pass per accedere a bar e ristoranti al chiuso e a manifestazioni sportive e culturali. Escluse dai contributi per i lavoratori dello spettacolo erogati dalla Regione Marche. Le discoteche e le sale da ballo non riaprono. Il governo studia l’attivazione di un fondo per i ristori da assegnare al settore, fermo ormai da un anno e mezzo, e le associazioni sindacali minacciano le carte bollate ritenendo che ci sia un pregiudizio nei  riguardi dei locali e temendo che il provvedimento governativo  incentiverà l’abusivismo. Al coro di protesta si aggiunge oggi quella di Maurizio Casarola, referente regionale di Assointrattenimento. La Regione Marche ha annunciato il sostegno, una tantum, di 700 euro per i lavoratori dello spettacolo dal vivo e di 1.000 euro per i professionisti e le imprese degli eventi di settore. Un comparto produttivo in cui operano stabilmente circa seimila persone nella nostra regione. Ma anche in questo caso i locali da ballo, un settantina nelle Marche, non sono rientrati nelle categorie che ne beneficeranno. «Il nostro grande grazie va alla Regione Marche, per aver escluso il nostro settore dai ristori. – ironizza con amarezza Casarola in un post su Facebook – Siamo l’unico settore ad essere chiuso da 17 mesi, quindi non meritevole di ristori, noi non siamo cultura. Vergognatevi».

 

«Ai lavoratori dello spettacolo un contributo di 700 euro Mille per le imprese del settore»

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