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I siti ipogei uniscono Fermo e Osimo
Visitare le Cisterne e le Grotte
a prezzo ridotto? Ora si può

FERMO - Le due amministrazione comunali hanno firmato ieri il protocollo d'intesa
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Da sinistra Micol Lanzidei, Simone Pugnaloni, Paolo Calcinaro, Michela Glorio

 

di Alessandro Luzi

Dopo Sarnano l’amministrazione comunale fermana stringe un altro accordo volto alla promozione turistica. Stavolta è di carattere culturale e guarda alla provincia di Ancona, precisamente ad Osimo. «Cosa ci accumuna? Indubbiamente il sito archeologico di epoca romana visitabile» esordisce così il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, affiancato dal sindaco di Osimo, Simone Pugnaloni. Presenti stamattina al Palazzo dei Priori anche gli assessori dei rispettivi Comuni, Micol Lanzidei e Michela Glorio. «Mi piace considerare le Marche come una città estesa su tutto il territorio – continua Calcinaro -. Per esempio, se Roma o Firenze vantano di un patrimonio culturale all’interno dei confini comunali, il nostro è diffuso in tutta la regione. Per questo è quanto mai necessario stringere accordi per creare una rete. Questo gemellaggio tra le nostre Cisterne romane e le Grotte di Osimo garantisce la promozione turistica osmotica tra le due città. A Fermo le Cisterne rimangono il bene culturale più visitato, a seguire la Sala del mappamondo. Solitamente il pubblico che apprezza e ama questo tipo di storicità è il medesimo, pertanto offriamo la possibilità di visitare entrambi i siti. Tra le festività pasquali ed il ponte del 25 aprile, dentro le Cisterne abbiamo registrato oltre 1.000 presenze. Sono numeri importanti in un momento in cui ancora rinunciamo a tanto turismo estero. L’intento è di farci conoscere creando ponti con altre province limitrofi». Dello stesso avviso è Pugnaloni: «Questa regione necessita sempre di più di queste collaborazioni per facilitare l’accesso al patrimonio culturale del territorio e fornire al turista la possibilità di conoscere le nostre città. Con circa mezz’ora è possibile raggiungere molte località stupende perciò dobbiamo sfruttare questa caratteristica. Questo accordo è soltanto l’inizio di una collaborazione da cui si svilupperanno iniziative più prestigiose che coinvolgeranno anche i musei, il patrimonio religioso e, perché no, potremmo organizzare anche degli eventi in sinergia. La cultura e l’istruzione devono diventare il nostro punto di riferimento».

Ma in cosa consiste questo accordo? A specificarlo è l’assessore ai beni culturali di Fermo, Micol Lanzidei: «Per ora, a chi visita le cisterne garantiamo una scontistica di 2 euro sull’accesso alle grotte di Osimo e viceversa. È una modalità semplice ma che apre le porte ad una collaborazione più ampia su altre iniziative. È un’occasione per continuare a far vivere e valorizzare i nostri siti culturali in una strategia di promozione condivisa». «Le Marche hanno tre sistemi ipogei: uno ad Osimo, uno a Camerano e uno a Fermo – spiega l’assessore al turismo di Osimo, Michela Glorio -. Già da circa sette anni abbiamo una collaborazione con Camerano, ora finalmente aggiungendo le cisterne romane abbiamo completato la rete. Adesso è giunto il momento di creare un vero e proprio sistema. Prima dell’avvento della pandemia avevamo raggiunto i 25.000 visitatori, ora l’obiettivo è di tornare a quel livello e questo è indubbiamente un passo importante. Le grotte hanno tre percorsi interni, uno è di carattere religioso (Grotte del Cantinone), un altro contiene una simbologia esoterica (sottostante Piazza Dante), mentre le Grotte Riccioni sono caratterizzate dalla simbologia templare. Per via del percorso labirintico, la visita richiede la presenza di una guida». Il protocollo tra le due città è stato firmato ieri.

 

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