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Elezioni amministrative,
tanti i protagonisti della politica
che non si ricandideranno

VERSO LE ELEZIONI - Daniele Berardinelli e Simone Pelosi sono stati da noi scelti come esempi di questa particolare categoria. Dopo tanti anni di mozioni e commissioni hanno deciso di dire basta con l'attività consiliare. Ognuno con le proprie valide motivazioni

Da sinistra Simone Pelosi (Pd) e Daniele Berardinelli (Fi)

 

di Antonio Bomba (Foto di Giusy Marinelli)

Elezioni comunali 2023. Sono tanti i protagonisti che hanno caratterizzato la scena politica anconetana negli ultimi anni che hanno deciso di non ricandidarsi in consiglio Comunale. Chi per un motivo, chi per un altro. Tutti hanno dato a loro modo il proprio contributo alla città dorica.

In nome della par condicio abbiamo però deciso di sentirne due, uno di centrodestra e l’altro di centrosinistra, in grado di raccontarci le loro esperienze, le loro gioie, i loro dolori e tutto ciò che secondo loro ha meglio caratterizzato la propria azione politica nelle varie sindacature in cui sono stati impegnati.

Essi sono, in rigoroso ordine alfabetico, Daniele Berardinelli e Simone Pelosi.

Il primo, da sempre in Forza Italia, compresa la parentesi Pdl, ha detto basta dopo 26 anni: «Ma non dovete stupirvi nel non aver visto il mio nome nella lista dei candidati di Forza Italia – Civici Ancona. Avevo comunicato la mia intenzione mesi fa e così ho fatto». Berardinelli ha preferito dedicarsi «Al partito, alla sua organizzazione e, non per ultimo, al coordinamento tra le varie civiche e partiti che stanno sostenendo Daniele Silvetti».

Di cosa va più fiero in questi 26 anni tutti di opposizione?

Daniele Berardinelli

«Di certo ho vinto la battaglia per la messa in sicurezza e la verifica di vulnerabilità sismica nelle e delle scuole. Certo hanno contribuito i vari terremoti che si sono susseguiti e i vari incidenti verificatisi purtroppo in Italia. Ma era una cosa che chiedevo da tempo e che meritava di essere fatta. E poi – annuncia il secondo punto – la bonifica dell’ex Angelini. Anch’essa avvenuta soltanto dopo il sequestro avvenuto da parte della procura della Repubblica. E dire che il Comune aveva acquistato con lo sconto lo stabilimento proprio perché pieno di amianto».

Un punto che invece non le è andato mai giù? «Di sicuro la chiusura della stazione marittima. La Giunta ha preso questo provvedimento calcolando solo i pendolari, quando invece quella stazione andava utilizzata anche per altre iniziative e a fini turistici, per attrarre gente e liberare il centro da auto e smog. Ancona – Fano in treno sono 30 minuti, per dire».

E la politica cittadina invece com’è cambiata lungo questo quarto di secolo?

«In consiglio Comunale in peggio per via del comportamento a mio modo di vedere arrogante del sindaco Mancinelli, chiuso a tutte le opposizioni. Fuori invece gli anconetani dopo tante promesse non mantenute iniziano ad essere interessati anche a proposte alternative alla ‘sinistra mancinelliana’ e sono sempre più interessati alla politica».

La domanda finale per lui è d’obbligo: Se Silvetti dovesse vincere, potrebbe diventare assessore? «Non ne faccio una questione di cariche» specifica Berardinelli «Ma se la nuova amministrazione mi dovesse chiedere una mano, di ogni tipo, valuterei attentamente e con interesse, non mi tirerei di certo indietro a prescindere».

Simone Pelosi ha in consiglio comunale una militanza meno lunga di quella di Berardinelli, ma di certo non meno importante. Diametralmente opposta però. Perché vissuta tutta tra i banchi della maggioranza. «La scelta di non ricandidarmi – spiega bene Pelosi – non è stata fatta in sede di formazione delle liste, ma nel 2021 quando ho accettato di assumere l’incarico di segretario comunale del Partito Democratico per organizzare assieme a tutta la comunità politica del Pd questo passaggio elettorale delle amministrative del 2023. Anche perché ero alla mia terza sindacatura, l’ultima in deroga viste le regole interne al partito. Credo profondamente in queste regole e quindi sono convinto che tutto andava fatto a questa maniera. Il mio ruolo da segretario – prosegue – prevede attività non pertinenti alla candidatura al consiglio comunale. È già stato gravoso assolvere bene ad entrambi i ruoli negli ultimi anni, quindi è giusto così. E poi abbiamo fatto una lista volutamente di persone nuove, giovani. Ragazze e ragazzi che con il loro entusiasmo possono dare il proprio contributo alla città».

Di cosa va più orgoglioso di quanto ha fatto in tutti questi anni?

Simone Pelosi, con a sinistra Saura Casigliani e a destra Ida Simonella, alla presentazione dei candidati al consiglio Comunale del Pd, partito di cui è segretario locale

«Come facente parte di una maggioranza che ha governato, sono orgoglioso di esserci sempre presentati con un programma e delle idee e di averne realizzato una parte importante. E ci impegniamo a fare altrettanto adesso. Poi dobbiamo essere particolarmente fieri di aver eletto, parlo come Pd, tutti gli ultimi sindaci e ci auguriamo che Ida Simonella sia la nuova sindaca di Ancona al termine delle elezioni. Abbiamo svolto il nostro ruolo – racconta Pelosi – in maniera coesa, con normali articolazioni, ma dobbiamo essere contenti del contributo dato. Non io, ma tutti assieme come partito. Perché la figura dell’uomo solo al comando non rende mai giustizia al lavoro fatto e che si fa all’interno di una comunità politica».

Di cosa le è dispiaciuto invece?

«L’obiettivo a cui si deve tendere è appunto realizzare l’intero programma elettorale. Quindi mi sarebbe piaciuto raggiungere gli obiettivi mancanti. Ma l’ultima sindacatura – ci tiene a specificare – è stata particolare, molto complicata. Siamo stati fermi diversi mesi causa covid e altri eventi. Tutto questo ha contribuito a farci perdere del tempo prezioso. E il tempo è importante. Ma tutto ciò che non siamo riusciti a fare e ciò che di nuovo vogliamo realizzare è inserito nella nostra attuale proposta politica, come Pd e come centrosinistra».

«C’è ancora tanto da fare – conclude così Pelosi – ma la base e il punto di partenza credo siano importanti. Non arriviamo senza nulla tantomeno facciamo promesse di quello che siamo in grado di fare. Il cittadino è in grado di valutare quello che siamo stati capaci di fare per questa città».



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