Nomina CdA Campana bocciata dal Tar:
«Violazioni gravissime, qualcuno si dovrà
assumere la responsabilità: dimissioni»
«Lo avevamo detto in Consiglio comunale, lo abbiamo denunciato subito e lo abbiamo ribadito in tutte le sedi: quella nomina era un’operazione politicamente inaccettabile e giuridicamente illegittima. Ci siamo appellati alla residente del Consiglio comunale e alla Segretaria comunale, chiedendo di fermare una procedura chiaramente illegittima che, a nostro avviso, violava apertamente le regole. Ma le nostre contestazioni sono state volutamente ignorate e si è deciso di andare avanti comunque con grande prepotenza ed in modo palesemente illecito. Succede che finalmente arriva il Tar Marche emettendo la sentenza che “annulla gli atti impugnati”, dando piena ragione alle nostre contestazioni e riconoscendo l’assoluta illegittimità ed illiceità del comportamento e dell’operato di sindaco, presidente del Consiglio Comunale, della maggioranza del Consiglio comunale e – non ultimo – del segretario comunale .Tutto nero su bianco, con grande trasparenza e chiarezza». Il commento arriva da Michela Staffolani, capogruppo di FdI Osimo.
Fratelli d’Italia chiarisce che il Tribunale evidenzia come «l’operazione abbia sostanzialmente portato alla nomina di un terzo rappresentante riconducibile alla maggioranza, svuotando di significato la garanzia statutaria della rappresentanza delle minoranze, dichiarando esplicitamente che “deve trattarsi di una minoranza politica non occasionale, ma qualificata e stabilizzata; diversamente, si rischierebbe di avallare manovre strumentali o di premiare minoranze “strumentali” o, addirittura, “finte”. Tradotto: non gli bastavano i posti che spettavano alla maggioranza. Hanno tentato di prendersi anche quello destinato all’opposizione attraverso una manovra strumentale, anzi finta»
Per Staffolani, quel voto de 2 luglio in aula si può leggere come «una prova di arroganza e prepotenza politica senza precedenti che non deve trovare spazio in nessuna istituzione democratica. Perché le regole non si rispettano soltanto quando conviene e lo Statuto non è un menu dal quale scegliere le norme da applicare – prosegue la nota – Il Tar ha detto chiaramente che “non consta che il passaggio del consigliere Gabbanelli dalla maggioranza al gruppo misto sia frutto di un concreto mutamento dello schieramento politico: non risulta attività di opposizione da parte del consigliere all’operato della maggioranza, né mozioni o voti di segno opposto. Al contrario, i ricorrenti hanno allegato, senza smentita delle controparti, che il consigliere Gabbanelli non si è dimesso dalle commissioni in cui siede in rappresentanza della maggioranza; inoltre, la proposta di nomina della sig.ra Chiappa è stata votata con favore dalla maggioranza compatta unitamente al consigliere Gabbanelli”. E’ stata tutta una strumentale finzione per appropriarsi dell’Istituto Campana, illustre e storico ente morale e culturale a disposizione della nostra città che però non può essere usato come una sezione del Pd o di Avs»
La capogruppo di FdI Osimo si domanda pertanto «chi ha deciso di procedere nonostante le contestazioni? Perché non si è voluto ascoltare chi segnalava il problema? E chi si assume la responsabilità politica di questa vicenda? Pensiamo che politicamente la responsabilità sia del Sindaco Glorio e della sua maggioranza che senza il minimo scrupolo usano ed utilizzano a loro piacimento società partecipate, enti ed istituti che invece appartengono di fatto ai cittadini; mentre, da un punto di vista tecnico, presidente del consiglio comunale e segretario generale hanno commesso delle violazioni gravissime. Ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità ed aspettiamo che vengano prese decisioni immediate e nette, attraverso l’unico strumento a disposizione: le dimissioni».
Aggiunge inoltre per voce dei consiglieri del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia che «non ci siamo fatti piegare da tanta prepotenza ed arroganza, né sul Campana e né sull’Astea abbiamo abbassato la testa. Non ci siamo accontentati delle risposte ricevute. Abbiamo portato la questione davanti alla giustizia amministrativa e abbiamo ottenuto una sentenza che annulla gli atti contestati. Alla prepotenza dei numeri abbiamo risposto con le regole. Alla loro arroganza abbiamo risposto con i fatti. E oggi a parlare è il Tar. Questa è la differenza tra chi pensa di poter fare tutto perché ha i numeri e chi, invece, difende i diritti e le prerogative delle istituzioni. Oggi è stata fatta giustizia e qualcuno dovrebbe avere l’onestà politica di prenderne atto ed assumersi tutte le responsabilità».
A sostegno di FdI Osimo arrivano anche le parole dell’assessore regionale Giacomo Bugaro. «Il Tar delle Marche ha annullato gli atti impugnati sulle nomine nel Consiglio di amministrazione dell’Istituto Campana, riaffermando il rispetto dello statuto e della rappresentanza della minoranza. – scrive in un post sui social – Non si può aggirare una garanzia statutaria con un artificio consiliare, per assegnare alla maggioranza anche il posto riservato alla minoranza. È un comportamento che stigmatizzo con fermezza: il rispetto delle regole deve essere sostanziale. L’Istituto Campana è un patrimonio culturale, storico ed educativo di Osimo e delle Marche. Merita rispetto, pluralismo e una gestione all’altezza della sua storia. Ora il Comune di Osimo dia seguito alla sentenza, garantendo un’effettiva rappresentanza della minoranza. Basta furbizie consiliari: le regole si rispettano» conclude.
Parla invece di «scippo del seggio all’opposizione» Carlo Ciccioli, coordinatore provinciale Fdi Ancona ed eurodeputato.« La sentenza del Tar Marche sulle nomine all’Istituto Campana rappresenta una sonora bocciatura politica per l’amministrazione comunale di Osimo. Smaschera l’ennesimo giochetto di palazzo della maggioranza, teso a scippare il seggio spettante all’opposizione attraverso un artificio consiliare palesemente strumentale. – scrive Ciccioli – Una bocciatura senza appello per la ‘democratica’ sindaca di Osimo, Michela Glorio. Il Tribunale amministrativo ha messo nero su bianco un principio fondamentale, vale a dire che le garanzie previste per l’opposizione non possono essere aggirate attraverso operazioni di facciata»
Secondo il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Ancona,«per l’amministrazione comunale Glorio si tratta di una sconfitta politica e istituzionale che non può essere minimizzata. Ora non c’è tempo da perdere e il Comune dia immediata esecuzione alla sentenza, procedendo rapidamente a una nuova nomina che garantisca un’effettiva rappresentanza della minoranza e, quindi, arrivare presto alla nomina del nuovo Presidente. L’Istituto Campana merita una gestione trasparente, plurale e rispettosa delle istituzioni, non di essere trattato come merce di scambio per equilibri di potere. Dopo questa pronuncia, il Comune rimedi senza ulteriori ritardi a una scelta che il Tar ha giudicato illegittima», conclude Carlo Ciccioli.
Osimo, il Tar Marche annulla la nomina di Liana Chiappa nel CdA dell’Istituto Campana
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