Si rafforza il ‘sistema cultura’ di Ancona
col nuovo statuto della Fondazione Muse

VIA LIBERA dal Consiglio comunale oggi anche al contratto di affidamento quinquennale di gestione ad Ancona Servizi che amplia offerta e responsabilità

La Mole Vanvitelliana di Ancona

Rendere più organico, coeso e capace di progettare il futuro il sistema della cultura e dello spettacolo di Ancona. È questa la direzione nella quale si inserisce l’aggiornamento dello Statuto della Fondazione Teatro delle Muse, proposto dalla Fondazione al Comune e approvato oggi, 13 ottobre, dal Consiglio comunale. Un intervento che rinnova un impianto risalente al 2002 e adegua gli strumenti dell’istituzione alle esigenze culturali e organizzative di oggi.

«Il bando cultura rafforzato, la delibera che ha istituito il sistema culturale cittadino, il nuovo contratto per la gestione della Mole Vanvitelliana e l’aggiornamento dello statuto della Fondazione Muse sono parti di una stessa politica — dichiara in una nota l’assessore alla Cultura del Comune di Ancona Marta Paraventi —. Vogliamo dare alla città strumenti solidi per mettere in relazione istituzioni, luoghi, associazioni e professionalità, rendendo più efficace la programmazione e più stabile la collaborazione. L’approvazione di oggi consolida questo percorso e rafforza la capacità della città di governare il proprio sviluppo culturale».

I lavori del Consiglio comunale di Ancona, questa mattina

Nel nuovo statuto c’è il riferimento esplicito al modello della Fondazione di Partecipazione che coniuga il ruolo centrale del Comune, quale Fondatore promotore, con un più ampio coinvolgimento della comunità e di soggetti pubblici e privati. Un’apertura che può portare nuove risorse e, insieme, idee, relazioni e capacità progettuale a sostegno del Teatro e della sua attività.

In questa prospettiva assume particolare rilievo il rafforzamento delle competenze tecniche e della Direzione artistica, accompagnato dalla possibilità di istituire comitati tecnico-scientifici. Questi organismi potranno contribuire all’elaborazione di proposte e all’approfondimento delle scelte culturali, mantenendo in capo al Consiglio di amministrazione la responsabilità delle decisioni.

La Mole Vanvitelliana

La revisione prevede inoltre una struttura di governo più agile: il Consiglio di amministrazione passa da nove a cinque componenti, tre dei quali espressione del Comune. Anche l’organo di revisione viene razionalizzato, con il passaggio dal collegio a un revisore unico, conservando le funzioni di vigilanza e controllo.

«Il ruolo pubblico del Comune resta saldo e diventa il punto di riferimento di una partecipazione più ampia — prosegue l’assessore—. Vogliamo una Fondazione capace di accogliere competenze, costruire alleanze e sostenere una progettualità culturale condivisa. La stessa visione guida il lavoro sulla Mole, sul sistema culturale cittadino e sul bando cultura: dare continuità alle energie della città, valorizzare le diverse identità e metterle nelle condizioni di concorrere a obiettivi comuni. È così che il percorso verso Ancona 2028 può lasciare un’eredità concreta: istituzioni più forti, relazioni durature e una maggiore capacità di produrre cultura».

«Con il contratto approvato oggi dal Consiglio comunale ridisegniamo la governance della Mole Vanvitelliana – dichiara l’assessore alla Cultura Marta Paraventi –. Una visione unitaria che tiene insieme investimenti, gestione, programmazione, valorizzazione e comunicazione, per rendere il complesso sempre più accessibile e vivo durante tutto l’anno. È un passaggio fondamentale verso Ancona 2028 e un impegno che guarda oltre l’anno della Capitale».

L’assessore Marta Paraventi

LE NOVITA’ – Il nuovo affidamento quinquennale ad Ancona Servizi amplia i servizi e le responsabilità, rafforzando accoglienza, custodia, sicurezza, coordinamento degli operatori e gestione del calendario degli spazi. La Mole sarà aperta sette giorni su sette, con orari minimi dalle 8 alle 20 in inverno e dalle 8 alle 24 in estate. La sicurezza sarà presidiata dal Responsabile tecnico e dalle figure previste per emergenze, antincendio e primo soccorso. La manutenzione ordinaria entra nel contratto, per gli interventi individuati, fino a 50 mila euro annui; quella straordinaria resta al Comune.

Aumentano la certezza e le opportunità di utilizzo degli ambienti: Sala Vanvitelli gratuita fino a 360 giornate annue, giornate gratuite nelle altre sale, riduzioni tariffarie del 40 per cento e tariffe calmierate.

La Mole di Ancona

La razionalizzazione degli spazi, sviluppata attraverso il confronto con gli operatori culturali, consentirà di assegnare ambienti adeguati alle iniziative e alle presenze attese.
Saranno valorizzate anche le piccole sale e la Casa del Custode, sulla scia della Mole Jazz Academy e dei laboratori sul dialetto anconetano della professoressa Giuliana Giusti.
Il rilancio della comunicazione comprende un sito bilingue, canali social, materiali informativi, segnaletica e professionalità dedicate alla promozione.

La gestione commerciale integra affitto delle sale, biglietteria, bookshop e visite guidate, riconoscendo al Comune il 30 per cento dei ricavi complessivi. Il corrispettivo pubblico medio del quinquennio sarà di circa 160 mila euro annui, circa l’11 per cento in meno rispetto al contratto del 2020, a fronte di servizi e responsabilità più ampi. Report periodici, indicatori economici e di qualità e meccanismi di revisione contrattuale rafforzeranno il controllo pubblico. La nuova governance accompagna un importante programma di investimenti, al cui centro spiccano i 5,3 milioni di euro finanziati dal Ministero della Cultura attraverso la Soprintendenza.

«È un risultato eccezionale raggiunto da questa Amministrazione, frutto della sinergia tra Assessorato alla Cultura, Lavori pubblici, Ministero e Soprintendenza – sottolinea Paraventi –. Risorse che ci consentiranno di portare avanti il completamento della Mole: un risultato portato in dote a tutta la città e a tutte le Marche».

Il finanziamento sosterrà la pavimentazione uniforme e ulteriori interventi sul complesso, affiancandosi al recupero delle Sale Viani e Tabacchi con fondi Pnrr e agli interventi sulle Sale Polveri e Vanvitelli con fondi legati al sisma. Museo Omero, design, mostre, Caffè Letterario, cinema, musica e formazione compongono così un sistema culturale da frequentare d’estate e d’inverno. La programmazione, dalla mostra di Simona Bramati a quella di Corrado Cagli dal 30 gennaio 2027, rafforzerà il ruolo della Mole come polo della cultura contemporanea, in dialogo con la Pinacoteca e il museo diffuso cittadino.
Gli accessi dei veicoli saranno funzionali alle attività autorizzate, nel rispetto della tutela e della piena fruizione del monumento.

 

La Mole si prepara al 2028, via alla nuova gestione

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