Falesia Passetto, piano sicurezza
tra droni e nuovi fondi
Messa in sicurezza della falesia del Passetto, a seguito della frana avvenuta lo scorso febbraio: si attende di conoscere gli esiti dello studio affidato a una ditta specializzata di Belluno. L’ennesima caduta di massi aveva causato danni significativi alla viabilità sottostante e alle reti di contenimento, sollevando forti preoccupazioni per l’incolumità dei cittadini e la fruibilità dei camminamenti.
Stamattina in aula l’assessore Stefano Tombolini, interrogato dal consigliere Angelo Tomassetti (Pd) ha precisato che la gestione della falesia è un’attività «molto costosa e molto difficoltosa», che spesso deve confrontarsi con le complessità legate alle proprietà private. Negli anni, infatti, sono già stati investiti oltre 2,6 milioni di euro per interventi di stabilizzazione, consolidamento e riqualificazione in diversi tratti dell’area.
Per affrontare i recenti cedimenti, l’Amministrazione ha avviato rilievi tecnologici avanzati tramite l’uso di droni. Attualmente è in corso uno studio tecnico condotto dalla ditta veneta per definire un nuovo progetto di messa in sicurezza del tratto che non era ancora stato trattato con i precedenti interventi di consolidamento. Sul fronte dei finanziamenti, si sta tentando di reperire le risorse necessarie. Si valuta la possibilità di utilizzare 500.000 euro derivanti da fondi per la tutela ambientale della zona Cardeto per l’area della Seggiola del Papa. Si è inoltre in attesa dell’attivazione dei fondi legati al sistema Rendis per il monitoraggio dei problemi idrogeologici e alcune delle manutenzioni alle reti sono state eseguite da operai specializzati che sono stati «calati dall’alto», a testimonianza della natura estremamente impervia del territorio e della difficoltà tecnica dei lavori.
L’assessore ha inoltre ricordato di aver recentemente incontrato il comitato degli ambientalisti e i proprietari delle grotte per discutere l’impatto delle ordinanze che limitano l’uso dell’area sottostante la falesia «per cercare di mitigare le restrizioni imposte dalle ordinanze e causate dalle criticità strutturali, dimostrando l’impegno nel localizzare le risorse per garantire sia la sicurezza che la fruibilità del sito» ha evidenziato.
Nonostante il valore paesaggistico unico di questa zona, definita tra le più affascinanti della città, il rischio rimane concreto. La richiesta del consigliere Tomassetti è quella di «intervenire senza ulteriori perdite di tempo», evitando che l’incertezza operativa possa portare a nuovi e potenziali incidenti.
(Redazione CA)
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