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Ancona e Sirolo sotto choc per ‘Giacca’:
«Ragazzo solare, lavoratore instancabile»

TRAGEDIA - Lacrime, dolore e sconcerto per la morte del 34enne barman Giacomo Giacchetta. Il sindaco della città della riviera, Moschella: «Si trovava a suo agio con tutti». Francesca Mabiglia, del Bar del Porto: «Per me era come un figlio»
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Giacomo Giacchetta

 

I ricordi e le foto di Giacomo Giacchetta, “Giacca” per tutti coloro che lo conoscevano, invadono i social tra tristezza e incredulità per quanto accaduto la scorsa notte, quando il 34enne anconetano ha perso la vita cadendo dalle scale del condominio di Sirolo dove aveva trascorso la serata con alcuni amici.  Giacchetta era talmente conosciuto che la notizia si è immediatamente diffusa tra amici e conoscenti.
A conoscere “Giacca” era anche il primo cittadino di Sirolo, Filippo Moschella. «Sirolo è piccola – dice – e anche se lui era originario di Ancona, si era fatto fin da subito ben volere da tutti. Lo conoscevo molto bene, come barista al Bar Grillo. Me lo ricordo come una persona gentile, gioviale e con il quale si parlava molto bene e volentieri. Un ragazzo che sapeva stare al pubblico, faceva anche stare bene il pubblico. Al bar si trovava a proprio agio con tutti. Un ragazzo solare, sereno e soprattutto un lavoratore. Non ci siamo frequentati fuori dal lavoro  ma l’ho conosciuto in questo modo, al mattino mentre era dietro al bancone. Da queste prime notizie di quanto gli è accaduto e che ho letto, sono rimasto sconcertato. Tutta la comunità e sotto choc. Lo conoscevano in tanti qui a Sirolo. Non faceva infatti solo la stagione, ma lavorava tutto l’anno. Nei giorni scorsi ci eravamo visti e ribadisco che era un giovane serio e instancabile. Basti pensare ai turni che si fanno d’estate, abbastanza stressanti. Di lui – conclude – ho un ottimo ricordo».
Più intimi, ovviamente, i ricordi dei coetanei che lo conoscevano dai tempi della scuola mentre altri, avevano avuto modo di fare amicizia proprio dai primi cocktail fatti al Bar del Porto, dove iniziò a lavorare all’inizio del Duemila. «Per me era come un figlio – dice Francesca Mabiglia, del Bar del Porto di Ancona -. Un dispiacere e uno strazio pesantissimi». Proprio Mabiglia, lo ha ricordato come probabilmente tutti i suoi amici lo conoscevano: «Sei la cosa più bella del mondo – ha postato in suo ricordo su Facebook -, Sei un raggio di sole al mattino, anche nei giorni più grigi, Sei la quiete dopo la tempesta e la tempesta dopo la quiete…Sei dolce come un bambino e duro come un soldato che ha combattuto mille battaglie…Sei la luce che entra e riscalda…Sei gioia e musica e balli».

(al.big)

Esce da casa degli amici e muore cadendo dalle scale: addio al 34enne Giacomo Giacchetta

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