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Elica, la festa non ferma la protesta
dei lavoratori di Cerreto d’Esi e Mergo

LAVORO - Dopo l'annuncio della delocalizzazione e di 409 esuberi, proseguono i picchetti davanti ai due stabilimenti. La consigliera regionale Simona Lupini (M5S) scrive al Ministro dello Sviluppo Economico, l'assessore regionale Aguzzi visita il presidio a Pasqua. La presidente del Consiglio comunale di Fabriano, Giuseppina Tobaldi convoca in video conferenza i sindaci, i consiglieri comunali delle città interessate dalla vertenza con gli assessori regionali per fare il punto della situazione
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A Pasqua ma anche a Pasquetta stanno proseguondo i picchetti di protesta dei lavoratori ai cancelli degli stabilimenti Elica di Cerreto d’Esi (destinato alla chiusura) e Mergo, dopo l’annuncio dell’azienda di 409 esuberi su 560 dipendenti. In queste giornate di festa non si è abbassata l’attenzione sulla vertenza  dei sindacati ma anche delle istituzioni. La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Simona Lupini che la scorsa settimana ha scritto al Ministro dello Sviluppo Economico.«Elica è stata convocata in Regione per il prossimo 8 aprile, ma un confronto a livello locale non basta – sottolinea la consigliera pentastellata, eletta a Fabriano dove il gruppo ha sede – E’ necessario portare la vertenza a livello nazionale, con l’apertura immediata di un Tavolo di Crisi al Ministero dello Sviluppo Economico». Già giovedì scorso, la consigliera si era attivata per interessare il Ministero.«Sono stata in contatto costante- conferma – con la viceministro Alessandra Todde, spiegandole la situazione: è fondamentale che gli sforzi dei sindaci e dei rappresentanti sindacali trovino una sponda istituzionale».

La consigliera Lupini ha quindi inviato una lettera al ministro Giorgetti, chiedendo di avviare la procedura di confronto.«Venerdì ho scritto al Ministro: Elica è una multinazionale, e la chiusura dello stabilimento produrrebbe un effetto devastante in tutta l’area montana, tra licenziamenti e contraccolpi sulla filiera, serve un intervento di livello nazionale. In attesa di un riscontro da parte del Ministero, l’obiettivo è chiaro: dobbiamo tutelare i lavoratori e la produzione: questo territorio ha già subito troppi colpi. Serve una sinergia per scongiurare la chiusura di Cerreto d’Esi e impedire una nuova delocalizzazione».

Pasqua 2021, l’assessore regionale Aguzzi al presidio dei lavoratori Elica

Ieri l’assessore regionale al lavoro, Stefano Aguzzi, si è recato in visita al presidio dei lavoratori per portare il suo messaggio di solidarietà. «Pasqua insieme a chi sta perdendo il lavoro.. quello che doveva essere un sereno giorno per loro e le loro famiglie si trasforma improvvisamente in un dramma di vita.. faremo di tutto come Regione per dare le migliori risposte possibili» ha garantito, scrivendolo anche su Facebook. Le parti sociali e l’azienda sono state convocate in Regione per giovedì 8 aprile alle 14.

Intanto la presidente del Consiglio comunale di Fabriano, Giuseppina Tobaldi si è attivata per organizzare il 9 aprile un incontro (a distanza) «finalizzato, in questa fase, ad ascoltare tutti coloro che possono portare utili informazioni sullo stato e sull’evoluzione della situazione o contributi che ci consentano di intraprendere azioni condivise a tutela del territorio.- spiega in un post sui social media – Sono stati perciò invitati i sindaci dei tre Comuni direttamente coinvolti e relativi presidenti dei Consigli comunali e capigruppo consiliari; gli assessori regionali (attività produttive e lavoro); i rappresentanti sindacali di livello locale e provinciale; i rappresentanti delle associazioni di categoria. L’intenzione, in un’ottica di collaborazione inter-istituzionale e di unione con i soggetti del territorio, è quella di portare all’attenzione nazionale la problematica, chiedendo l’attivazione urgente di un tavolo di crisi interministeriale (Mise e Lavoro)». La Tobaldi mette in evidenza come con questa iniziativa «le istituzioni intendono esprimere la loro vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie e al tempo stesso assumere una posizione di ferma condanna nei confronti di una scelta a dir poco incomprensibile e che ha anche l’amaro sapore di una beffa».

 



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