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Oltre le distanze in classe:
le Medie di Sirolo fanno scuola
nei progetti dedicati all’inclusione

NEL PROMUOVERE i valori della diversità, il dirigente scolastico delle “Renaldini”con i docenti di sostegno e le terapiste dell’associazione ‘Orizzonte Autonomia Onlus’ è riuscito ad integrare con i compagni del primo anno uno studente 13enne di Numana con una grave disabilità motoria e cognitiva e a fortificare il suo legame con il fratello, studente dello stesso istituto, e con i suoi amici
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E’ una bella storia di inclusione quella di Andrea, 13 anni, di Numana, con una grave disabilità motoria e cognitiva. Lo studente ha appena concluso il primo anno della Scuola Secondaria di Primo Grado “Renaldini” di Sirolo, riuscendo ad integrarsi perfettamente nella scuola pubblica, grazie alla presenza di diverse figure interne ed esterne alla scuola, che hanno costruito un progetto calato sui suoi bisogni speciali. Fin dal primo giorno di scuola il dirigente scolastico ha consentito l’ingresso nella scuola delle terapiste dell’associazione ‘Orizzonte Autonomia Onlus’, esperte della Conductive Education, lavorando in sinergia e collaborazione con insegnanti e con l’educatrice comunale, sotto la supervisione della Lega Del Filo D’Oro. «Ma gli obiettivi prefissati ad ottobre sono andati ben oltre le nostre aspettative – racconta l’insegnante di sostegno dello studente 13enne – quando si sono create occasioni di incontro tra Andrea, suo fratello gemello Davide (frequentante la classe terza) e il suo compagno di classe Pietro. Perché questi incontri hanno permesso a Davide di uscire dalla sua riservatezza, di vivere il fratello con disabilità al di fuori dei confini familiari, presentando Andrea ai suoi amici».

Nessuno è stato lasciato indietro. Anzi nel promuovere i valori della diversità, si è fortificato il legame familiare tra i due fratelli. «Avevo paura che qualcuno esterno alla mia famiglia potesse scandalizzarsi nel vederlo, – ha raccontato Davide – che i miei amici potessero farmi domande inopportune su di lui, invece mi sono molto tranquillizzato, perché ho visto che non hanno avuto problemi a relazionarsi con lui». Anche l’amico Pietro si è sentito arricchito da questi incontri con Andrea. «Vorrei far capire a tutti – ha commentato il ragazzino – che queste esperienze possono cambiare il modo di vedere il mondo, in particolare, vedere non solo con i propri occhi, ma anche con il proprio cuore, un coetaneo e le sue disabilità». Una storia da raccontare, in cui la diversità non rappresenta un limite alla comunicazione, ma una risorsa, un valore aggiunto, grazie ad un grandissimo lavoro di squadra di tutte le figure, scolastiche e non.

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