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Marco Battino denuncia:
«Quante siringhe al parco di Villa Beer»

ELEZIONI - Il candidato sindaco della lista civica 'Ripartiamo dai Giovani' domenica si è recato ad effettuare una 'pulizia straordinaria' del parco

 

di Antonio Bomba

Pomeriggio impegnato quello di domenica scorsa per Marco Battino, candidato sindaco alle prossime comunali del 14 e 15 maggio. Assieme a diversi componenti della lista civica Ripartiamo dai Giovani, si è recato al parco di Villa Beer per dedicarsi a una pulizia straordinaria, riscontrando però la presenza di molte siringhe.

I ragazzi «Si sono rimboccati le maniche – recita così l’inizio del comunicato – e muniti di pinze, buste e guanti, hanno raccolto da terra i numerosi rifiuti presenti all’interno dell’area del parco pubblico di Villa Beer. Durante tale attività – mettono in evidenza – sono state rinvenute diverse siringhe lungo tutto il perimetro del parco».

«Abbiamo immediatamente segnalato – spiega Battino – la presenza di siringhe all’interno dell’area. Prima attraverso il numero unico di emergenza, poi nell’applicazione dedicata. Chiediamo di bonificare urgentemente l’intera area. Sono molti i bambini che trascorrono i pomeriggi all’interno del parco e ci preme che possano continuare a giocare in sicurezza».

Marco Battino, candidato sindaco di Ripartiamo dai Giovani

Villa Beer, nel programma elettorale della lista civica Ripartiamo dai giovani, è al centro di un progetto di riqualificazione e valorizzazione storica, culturale e ambientale: si propone la realizzazione di un museo di scienze naturali, di aule studio per studenti universitari, la sistemazione del campo da calcio e dell’area giochi nonché la realizzazione di un’area pic-nic.

«La struttura – spiega il candidato sindaco – è chiusa ormai da tempo e transennata, i giochi sono completamente imbrattati, le piante sono in pessime condizioni e le numerose siringhe a terra sono un segnale più che allarmante. È difficile rimanere in silenzio dinanzi a tanto degrado, a scene a cui purtroppo siamo ormai abituati in tempi in cui la cultura e la cura dei nostri luoghi non è una priorità. Spero che le generazioni più giovani, come la mia, si rendano conto di quanto questi luoghi storici e identitari abbiano bisogno di noi e noi di loro».

 



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