Scontro in Consiglio comunale
per la mozione sulla cristianofobia,
l’opposizione abbandona l’aula
Ha scatenato polemiche, portando a un clamoroso abbandono in massa dell’aula dei consiglieri di opposizione, la mozione sulla persecuzione dei cristiani nel mondo e in Europa, presentata oggi in Consiglio comunale dalla consigliera di maggioranza Maria Grazia De Angelis (FdI). Il segnale per allontanarsi dai banchi è arrivato dopo le sue parole. L’intervento della consigliera è stato segnato da dichiarazioni controverse sulla cristianofobia che hanno colpito la sensibilità dei presenti. La consigliera ha infatti sostenuto che, in confronto alla situazione vissuta dai cristiani perseguitati altrove, «in confronto ad altre parti del mondo, Gaza sembra una spiaggia della Riviera romagnola». Frase che ha innescato proteste e indignazione tra i colleghi.
In sintesi, con la mozion De Angelis chiedeva all’Amministrazione comunale di sollecitare l’applicazione della legge Mancino, estendendo la tutela contro l’odio religioso. La mozione puntava a proteggere non solo gli individui, ma anche gli oggetti sacri, proponendo inoltre l’istituzione di una giornata di sensibilizzazione contro le persecuzioni religiose.
Oltre al tema globale, la De Angelis ha voluto legare la libertà religiosa a quella di espressione su temi etici. Ha infatti affermato che «anche in quest’aula c’è stata repressione della libertà di espressione quando si è parlato di aborto e ho detto la mia» e ha preannunciato una prossima battaglia sul suicidio assistito, definendo l’attuale clima come una vera e propria «guerra contro i valori cristiani».
La reazione dell’opposizione è stata immediata. Molti consiglieri hanno scelto di abbandonare la seduta in segno di protesta. A partire da Francesco Rubini (Aic) che l’ha fatto «per senso di decenza e rispetto alle istituzioni». Le critiche sono state dure, con accuse di aver strumentalizzato un tema sacro per fini polemici e di aver trasformato una mozione istituzionale in una sorta di «farneticazione».
«Credo che non ci siano le condizioni, vista la presentazione della consigliere De Angelis – ha aggiunto la consigliera dem Mirella Giangiacomi – che ha detto di essere un esempio di cristiana perseguitata perché in quest’aula non è stato lasciato spazio per esprimere la sua posizione contro aborto e eutanasia assistita». Molti consiglieri, come Giacomo Petrelli e Susanna Dini e Andrea Vecchi (tutti Pd) pur dichiarandosi credenti o sostenitori della tutela delle minoranze religiose, hanno espresso profondo disappunto per le modalità dell’esposizione. È stato criticato il tentativo di mescolare questioni di coscienza e morale privata con l’agenda politica del Comune, definendo, come ha fatto Massimo Mandarano (gruppo misto Progetto Marche Vive) l’approccio come un modo improprio di affrontare temi che dovrebbero invece ispirare pace e tolleranza.
Il confronto si è spostato anche sulla gestione della sofferenza umana nel mondo. Alcuni intervenuti, come quello di Diego Urbisaglia (Ancona Futura), Angelo Tomasetti e Edoardo Carboni (Pd) hanno sottolineato come fosse inaccettabile paragonare la tragedia di Gaza a una località turistica, ritenendo tale metafora una mancanza di rispetto verso le vittime dei conflitti attuali e un modo svalutante di gestire il dibattito politico in un momento storico così delicato con tematiche sensibili.
L’aula è rimasta segnata dalla polarizzazione tra le parti. Tra i banchi di maggioranza tutti hanno condiviso il testo della mozione. Arnaldo Ippoliti (Ancona Protagonista) haperò ammesso di non condividere a pieno la visione radicale, sebbene il tema della persecuzione dei cristiani meritasse attenzione.«La collega, magari ha espresso concetti un po’ troppo importanti, in modo un po’ troppo frettoloso e forse inappropriato e questo ha comportato una reazione che francamente Io non ricordo nelle precedenti legislature di aver mai fatto» ha commentato Ippoliti.
Jacopo Toccaceli (FdI) invece ha ricordato le persecuzioni della minoranza musulmana degli uiguri nella regione autonoma dello Xinjiang in Cina, « ma a quanto pare ci sono morti e perseguitati di serie A e di serie B» ha detto concordando con la collega di gruppo Angelica Lupacchini. Anche Francesco Novelli (FdI) ha fatto osservare che «tante volte dalla nostra posizione privilegiata di cittadini italiani, europei ed occidentali tendiamo a sottovalutare la possibilità di esprimere le nostre opinioni, di avere la nostra libertà di culto, che all’interno delle nostre istituzioni fortunatamente viene difesa a prescindere dal tipo di religione professata. E questa mozione tratta di temi importanti e di un massacro che colpisce i cristiani e i cattolici di tutto il mondo».
Il presidente del Consiglio Simone Pizzi ci ha messo la chiosa. Pur condividendo il testo dell’atto ha preso le distanze dal dibattito da destra a sinistra, ribadendo la necessità di distinguere tra la tutela delle fedi e l’imposizione della morale cattolica all’interno di istituzioni laiche. «Questo Consiglio non può a guardare a fatti attinenti la morale, anche sessuale, la morale cattolica – ha rimarcato Pizzi – Mi trovate favorevole sul testo della mozione ma su tutto il resto di quello che è stato detto, lo sottolineo pubblicamente, non condivido una parola di come è stato argomentato, da qualsiasi parte sia stato fatto, perché qui ognuno ha portato un vessillo. Proprio come succedeva alle Crociate. Di fede e religione ne parliamo fuori da qui. Noi oggi portiamo un atto che dice soltanto che vogliamo supportare impegno contro le persecuzioni nei confronti del cattolici».
La consigliera Maria Grazia De Angelis nella replica ha voluto chiarire che il riferimento all’aborto era collegato alle recenti parole del pontefice. «Mi dispiace che la maggior parte non senta le mie risposte, ma evidentemente non interessano perché alcuni, il Pd in particolare ma tutta la minoranza sono prevenuti nei confronti di questi argomenti Ho voluto fare una battuta tanto per chiarire che Gaza sembra la Riviera romagnola perché purtroppo sono arrivati dei filmati sconvolgenti in cui in Cina e i cristiani sono costretti a vivere in catacombe, tra topi e malattie»
Nonostante l’atmosfera tesa e le critiche sulla forma, la mozione è stata messa ai voti. L’esito ha visto la vittoria della maggioranza con 19 voti favorevoli e l’astensione, del consigliere Francesco Andreani (Ripartiamo dai Giovani).
(Redazione CA)
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