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Renata Rapposelli è stata avvelenata?
La procura nomina un
super perito per scoprirlo

INDAGINI - Il pm Andrea Laurino ha affidato l'incarico al dottor Giampietro Frison, esperto in Tossicologia forense. Avrà 45 giorni di tempo per scoprire se la pittrice possa aver assunto medicinali compatibili con quelli trovati e catalogati nei giorni scorsi dai carabinieri a casa di Simone e Giuseppe Santoleri, indagati per concorso in omicidio e occultamento di cadavere
giovedì 23 novembre 2017 - Ore 16:34
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Renata Rapposelli

 

Un perito per vagliare la pista dell’avvelenamento di cui potrebbe essere rimasta vittima la pittrice Renata Rapposelli. L’incarico per analizzare i reperti prelevati durante gli accertamenti autoptici sul cadavere della donna verranno analizzati da Giampietro Frison, il direttore del Laboratorio di tossicologia forense dell’Ulss 3 Serenissima di Mestre, già consulente di diverse procure italiane.  Il conferimento dell’incarico all’esperto è avvenuto questa mattina in procura. Il perito avrà a disposizione 45 giorni di tempo per stabilire se nei tessuti prelevati dal corpo di Renata possano esserci rimaste tracce di medicinali ingeriti il 9 ottobre, giorno della scomparsa della donna e presumibilmente della sua morte. Ma soprattutto dovrà stabilire se un’eventuale  presenza di farmaci possa combaciare con il principio attivo contenuto nelle medicine catalogate a casa di Simone e Giuseppe Santoleri, figlio e marito della pittrice. Non è infatti escluso che Reny possa essere stata stordita con un sovradosaggio di ansiolitici, magari gli stessi che da tempo assume Pino, ancora ricoverato in una struttura ospedaliera di Ascoli Piceno dopo aver ingerito un mix di tranquillanti e barbiturici due settimane fa. Domani mattina è previsto un duplice accertamento per chiarire l’inchiesta aperta dal pm Andrea Laurino per concorso in omicidio e occultamento di cadavere. Alle 10, a Giulianova, un maggiore del Ris ispezionerà e preleverà campioni dall’auto dei Santoleri. Poi, gli inquirenti si sposteranno a Tolentino, nel punto esatto dove il 10 novembre è stato trovato il corpo senza vita di Reny.

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