facebook rss

Abusi in piscina su due bambini,
condannato operaio

ANCONA - Dovrà scontare una pena di quattro anni di reclusione per violenza sessuale aggravata in base a quanto stabilito ieri pomeriggio dal collegio penale. I fatti erano accaduti nella vasca idromassaggio di un centro sportivo della Valmusone tra ottobre e novembre 2016. Le vittime avevano 11 e 12 anni. L'imputato ha sempre respinto ogni accusa
giovedì 7 Marzo 2019 - Ore 16:12
Print Friendly, PDF & Email

 

 

Abbracci proibiti a due bambini nella vasca idromassaggio di un centro sportivo: operaio 48enne condannato. Per lui, il collegio penale ha stabilito ieri pomeriggio quattro anni di reclusione. Il pm aveva chiesto il doppio della pena. L’uomo, residente a Loreto, era accusato di violenza sessuale aggravata su due bimbi, un maschietto di 12 anni all’epoca dei fatti e una femminuccia di 11. I genitori del primo, residenti a Porto Recanati, erano parte civile attraverso l’avvocato Maurizio Ballarini e riceveranno una provvisionale di 17 mila euro. Alla famiglia della bimba, assistita dal legale Andrea Reginelli e originaria di Loreto, andrà 8 mila euro. L’imputato era stato arrestato nel febbraio 2017 dopo le indagini condotte dai carabinieri di Osimo. In un primo momento era stato relegato ai domiciliari, poi rimesso in libertà. Attualmente è senza alcuna misura cautelare. La difesa, rappresentata dall’avvocato Donato Attanasio, ha già espresso la volontà di ricorrere in appello una volta lette le motivazioni della sentenza, attese entro 90 giorni. L’imputato ha sempre respinto ogni addebito. La procura gli contestava due episodi. Nel primo, avvenuto nell’ottobre 2017, il 48enne si sarebbe introdotto nella vasca idromassaggio del centro sportivo che frequentava mentre all’interno c’erano i due bambini. Erano soli. Scherzando con loro, avrebbe allungato le mani su entrambi, toccandoli e facendosi palpeggiare nelle parti intime. Nel secondo, accaduto a novembre dello stesso anno, il 48enne avrebbe preso di mira solo il maschietto, simulando un gioco sott’acqua per – dice la procura – abusare del minore. Le denunce delle famiglie erano state sporte in due momenti differenti. La bambina si era confidata con un’amichetta che, a sua volta, aveva confessato il racconto a una docente della scuola che entrambe frequentavano. Nel caso del 12enne, era stato lui a parlare con la mamma dopo che lei aveva notato come il figlio in un’occasione si era intrattenuto troppo all’interno della piscina. Entrambi i minori sono stati ascoltati in forma protetta durante il processo. Alla lettura della sentenza, l’imputato era assente.

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X