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“Una finestra sui cari”,
la vetrata protegge
le visite alla casa di riposo

MAIOLATI SPONTINI - E' la soluzione studiata dagli operatori nella fase 2 dell'emergenza sanitaria per far incontrare di nuovo gli anziani ospiti della 'Gaspare Spontini' e i loro familiari
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I colloqui tra anziani ospiti e familiari alla casa di riposo ‘Gaspare Spontini’

 

 

Una finestra sui cari” è il nome dell’iniziativa avviata alla Casa di riposo “Gaspare Spontini” di Maiolati Spontini con l’inizio della fase 2 dell’emergenza sanitaria da Coronavirus. Dopo oltre due mesi di chiusura, con il divieto di accesso ai visitatori e ai familiari, che hanno potuto effettuare solo videochiamate, è stato attivata una nuova modalità di incontro attraverso una finestra a piano terra della struttura di Maiolati Spontini che consente un contatto visivo, anche se non ancora fisico, con i familiari degli ospiti. Questa possibilità è stata accolta favorevolmente dalle famiglie dei 28 ospiti ed è stata realizzata o tramite cellulare o videocitofono, con un posto esterno e uno interno. L’animatrice, presente in struttura per più ore settimanali dall’inizio dell’emergenza, racconta l’emozione di queste visite effettuate in sua presenza: “chi si stringe forte il corpo mimando un abbraccio, chi appoggia le mani al vetro e fa finta di toccare quelle dei propri figli al di là della finestra e poi la saggezza dei nonni che raccomandano ai nipoti di studiare”.

Tutto il personale della struttura si è messo a disposizione rimodulando il piano di lavoro per accogliere con entusiasmo questa proposta che ha alleggerito le giornate degli ospiti e si è aggiunta alle videochiamate, che con il contatto visivo diretto sprigionano i sentimenti più profondi. «In questi due mesi di emergenza – dichiara il presidente Ivano Zamporlini – mi sono reso conto del fondamentale ruolo della Casa di riposo nella società. La nostra ha origini lontane nel tempo, fondata quando l’esigenza era sicuramente meno sentita di oggi, ma ha saputo adattarsi alle richieste degli ospiti e alle nuove leggi e in questa pandemia ha dimostrato una grande capacità di reazione. Tutti i dipendenti hanno compreso la gravità del momento e si sono adattati alle nuove modalità di lavoro permettendo alla struttura di continuare ad essere operativa: come segno di gratitudine a ciascuno è stato consegnato un buono spesa. Desidero esprimere un grande ringraziamento a tutto il personale coordinato da Sabrina Villani, alla reggenza, alle suore e a ciascuno dei 28 ospiti che hanno saputo accettare le difficili restrizioni imposte e, a volte con ironia, ci chiedono quando si potrà tornare alla normalità. Ringrazio le famiglie che hanno compreso la necessità della chiusura per tutelare i loro cari».

Una chiusura che ha rappresentato una scelta dolorosa ma necessaria e importante dal punto di vista della prevenzione, come ha dimostrato il fatto che l’esito degli stick sierologici e dei tamponi effettuati, sia agli operatori che agli ospiti, è stato negativo. «Il presidente della cooperativa Asscoop, Franco De Felice, che ci fornisce una parte del personale della struttura – continua Zamporlini – è stato sempre in contatto con noi per trovare di volta in volta le migliori soluzioni ai problemi dovuti a questa emergenza. L’Asp di Jesi, con il suo direttore Franco Pesaresi, ci ha assicurato una grande collaborazione nel reperimento dei dispositivi individuali di protezione e l’Asur Marche, con la responsabile dell’Area Anziani di Jesi, Marcella Coppa, ci è stata vicina nel monitoraggio quotidiano e nella fornitura ed esecuzione dei tamponi. Il comune di Maiolati Spontini ci ha messo a disposizione i test sierologici per il personale e volontari e la Protezione civile comunale ha sempre risposto a ogni nostra richiesta. Attorno alla Casa di riposo si è attivata una rete di solidarietà inaspettata: due aziende del territorio hanno fatto arrivare un significativo contributo economico utilizzato per far fronte alle maggiori spese degli ultimi mesi, alcuni privati e la Fondazione Carisj hanno donato centinaia di mascherine e altri si sono messi a disposizione in vario modo. Speriamo di poter aprire al più presto ai familiari perché questo periodo di isolamento forzato sta diventando molto pesante per gli ospiti che erano abituati ad avere spesso la compagnia dei loro cari e a partecipare alle tante iniziative organizzate».



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