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L’amarezza di Art.1 per le Regionali
«Sconfitta netta, ora rinnovare la sinistra»

L'ANALISI del partito, che aveva formato la lista Marche coraggiose con i fuoriusciti del M5S, dopo la disfatta delle elezioni
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Massimo Montesi, coordinatore Art.1 Marche

 

«Una sconfitta netta dove nessuno può considerarsi vincitore». E’ lapidario il commento di Articolo Uno Marche sul disastroso risultato delle regionali, che ha visto per la prima volta dopo 25 anni la vittoria del centrodestra guidato da Francesco Acquaroli. Art.1 aveva dato vita ad una lista con i fuoriusciti dal Movimento Cinque Stelle e pezzi della sinistra, Marche Coraggiose, ma non è andata oltre l’1,5%, ben al di sotto delle aspettative. «Ringraziamo tutte le candidate ed i candidati che si sono spesi con generosità per un progetto politico nato in troppo poco tempo e con una progettualità che non si è riusciti a far conoscere agli elettori – continua Art.1 – Un ringraziamento particolare va a Maurizio Mangialardi per averci creduto e per essere stato il federatore di una coalizione che ha tentato di recuperare gli errori compiuti negli ultimi anni». L’obiettivo della civica era anche quello di mettere insieme la sinistra di governo e «recuperare quel pezzo di Movimento Cinque Stelle che non aveva condiviso la scelta della corsa in solitaria, ma – sottolinea Art.1 – le urne ci consegnano purtroppo una inconfutabile verità: l’obiettivo di recuperare l’elettorato ex 5S non è stato raggiunto, quel pezzo di elettorato non esiste o, se presente, non ha minimamente preso in considerazione la nostra proposta, il risultato elettorale, anche in termini di preferenze personali, ci mostra che l’elettorato grillino non ha scelto il centrosinistra e la nostra lista. Arriverà il momento dell’analisi che dovrà essere prima individuale e poi di coalizione, perché le responsabilità di questa sconfitta risiedono ovunque e sarebbe una grande miopia politica non comprendere che non ci sono sconfitti diversi o meno sconfitti, nessuno, tantomeno chi nella scorsa legislatura rappresentava il governo regionale, può permettersi di puntare il dito contro altri. Non servono segnali eclatanti, occorre umiltà per comprendere che senza un cambio radicale continueremo, lentamente, a consegnare alla destra peggiore il Paese». E per il partito le vittorie in Toscana e in Puglia e in Campania, seppur permettendo di evitare conseguenze immediate sulla tenuta del governo nazionale, «non possono però diventare la lente di lettura ottimistica e positiva, del tutto va bene – evidenzia il partito – Sarebbe una lettura distorta e che posticiperebbe solo la ricerca delle soluzioni necessarie. Continueremo la nostra iniziativa politica di costruzione di una sinistra larga, rinnovata e ambientalista, attenta alle esigenze dei lavoratori, delle nuove generazioni e in generale alla riduzione delle diseguaglianze. Ai nostri compagni di strada, al Pd ed alle altre forze interessate e alle singole personalità, diciamo che è necessario aprire un confronto sul rinnovamento della sinistra, nei metodi, nei contenuti e nella prassi concreta dell’azione politica, non solo a livello nazionale ma anche nelle Marche».



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