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All’Umbria gli scarti delle Marche?
Bufera dopo l’uscita di Mangialardi

REGIONALI 2020 - Il candidato del centrosinistra oggi ha corretto il tiro sui dirigenti passati alla sanità umbra. «Da parte mia c'è sempre stata piena stima». L'ex direttore dell'Area Vasta 3 Maccioni: «Ho scelto io di andarmene. Offese gratuite, che oltre me colpiscono il personale che in questi anni ha affrontato 2 emergenze epocali». Gilberto Gentili: «Lunedì sottoporrò ai legali della Usl quanto affermato su di me». Marchetti (Lega): «Eviti di lanciarsi in assurde dichiarazioni, è evidente il suo stato confusionale»
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Maurizio Mangialardi, Alessandro Maccioni e Riccardo Marchetti

 

di Luca Patrassi 

Si fosse parlato di calcio, l’affondo – pubblicato ieri da Cronache Maceratesi – del candidato governatore del centrosinistra della Regione Marche Maurizio Mangialardi sugli “scarti” delle Marche presi dall’Umbria poteva anche accendere polemiche di campanile su chi possa aver fatto l’affare in un virtuale calciomercato: trattandosi di sanità, la battuta di Mangialardi non è che sia molto piaciuta alle persone e ai partiti tirati in ballo. Anzi, è suonata come un’offesa. Il primo a cercare di smorzare le polemiche, già insorte, è stato lo stesso Mangialardi con un intervento di precisazione sulle sue dichiarazioni fatte ieri in occasione dell’incontro elettorale con la viceministro alla pubblica istruzione ed esponente di primo piano del Pd Anna Ascani (leggi l’articolo). «Voglio chiarire – corregge il tiro Mangialardi – che da parte mia c’è e c’è sempre stata piena stima sulle competenze professionali del dottor Gentili. Chi invece si dimostra ancora una volta ambiguo e scorretto sono gli uomini della Lega, che dopo aver a lungo e pubblicamente screditato i professionisti del nostro sistema sanitario, si muovono sotto traccia per portarli nelle regioni dove governano, proprio come Gentili, chiamato a ricoprire importanti ruoli in Umbria. Un modo di operare che dimostra chiaramente il valore della nostra sanità regionale. Che poi oggi Gentili sia impegnato a fare campagna elettorale marchigiana a sostegno della Lega è un fatto, del tutto legittimo, che ognuno saprà giudicare a suo modo».

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Alessandro Maccioni, ex direttore dell’Area Vasta 3, da fine luglio si è trasferito in Umbria

In Umbria, per la verità, dalle Marche sono arrivati in due, il commissario regionale della sanità Gentili appunto e l’ex direttore generale dell’Av3 Alessandro Maccioni, ora direttore amministrativo dell’azienda sanitaria di Perugia. Peraltro Maccioni era stato indicato dai circoli dem dell’entroterra come candidato consigliere regionale ed ha poi declinato l’invito. La parola “scarti” ha però suscitato la reazione dei manager ora al lavoro in Umbria. «Nel corso della conferenza stampa tenuta ieri a Macerata – scrive Alessandro Maccioni – il candidato governatore del centrosinistra Maurizio Mangialardi ha definito il commissario della Usl Umbria 1 e me quale direttore amministrativo, “scarti” della sanità della Regione Marche. Io credo che le parole e le azioni hanno sempre governato il mondo e quindi occorre sempre tanta prudenza e pacatezza prima di aprire bocca e pronunciare parole violente, volgari e piene di rancore. Soprattutto da chi si candida a governare una importante istituzione e che una volta eletto dovrà essere al di sopra delle parti e agire per il bene comune e quindi di tutti i cittadini. Ancora più gravi le affermazioni fatte in un pubblico consesso in quanto indirizzate a due tecnici che in 40 anni di attività hanno dovuto superare esami selezioni prove di ogni tipo nonché raggiungere importanti e continui risultati sempre certificati da organismi terzi e non certo politici. Offendere in modo gratuito chi con impegno, passione, professionalità e serietà ha gestito un servizio pubblico come la sanità della provincia di Macerata significa, credo, offendere anche tutti quegli operatori sanitari e non che negli ultimi cinque anni hanno affrontato due emergenze epocali: il terremoto e il covid 19. Infine vorrei far presente al signor Mangialardi che io, per definizione, non posso essere definito lo “scarto” della sanità marchigiana. Sono io che mi sono dimesso lasciando un incarico con scadenza gennaio 2023 per andare ad assumere il ruolo di direttore amministrativo (con fine incarico al 28 febbraio 2021) in una azienda molto importante della regione Umbria che sta facendo cose notevoli in questa fase di ripresa della pandemia».

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L’umbro Riccardo Marchetti, commissario regionale della Lega Marche

Si scatena anche la Lega, chiamata in causa da Mangialardi: «Le offese di Mangialardi, poi ritrattate in un momento di lucidità, non sono che un boomerang contro se stesso – dice il commissario (umbro) della Lega Marche, Riccardo Augusto Marchetti – Il candidato governatore del Pd, in uno dei suoi ormai consueti deliri pre-elettorali, ha trovato nel dottor Gilberto Gentili, forsempronese attualmente a capo della Usl Umbria 1, il bersaglio dei suoi attacchi. Nel vano tentativo di colpire la Lega, Mangialardi ha diffamato la professionalità di Gentili, definendolo ‘scarto del sistema sanitario marchigiano’. Ma non è tutto – ha proseguito Marchetti – al candidato del Pd non è bastata questa pessima figura. Nel tentativo di ritrattare l’offesa ai danni di Gentili ha cercato di uscirne pulito accusando la Lega di denigrare coloro che operano nella sanità marchigiana. A tale assurda amenità non sarebbe necessario neppure replicare, poiché in più di una occasione pubblica ho sottolineato come il merito fosse esclusivamente di medici, infermieri e operatori sociosanitari, se la passata emergenza Covid nelle Marche sia rientrata. Quello che invece viene contestato è la gestione politica della sanità da parte del Pd che è stata rovinosa – ha rimarcato – le liste di attesa di 18 mesi, la centralizzazione della sanità che ha portato la chiusura di molti ospedali, sono soltanto alcune delle testimonianze di come il Partito Democratico abbia messo in ginocchio il sistema sanitario marchigiano. Inoltre – ha sottolineato il Commissario della Lega – la scelta di nominare Gentili ai vertici della Usl Umbria 1, è un chiaro segnale di come la Lega creda nelle eccellenze che lavorano nella sanità marchigiana, oltre ad essere la prova che noi abbiamo come unico metro di valutazione il merito, e non certo le tessere di partito. Il candidato del Pd eviti pertanto di lanciarsi in assurde dichiarazioni – ha concluso Marchetti – anche se a una settimana dal voto, con i numeri che anticipano la sconfitta, il suo stato confusionale è comprensibile. Stia sereno, il 22 settembre sarà certamente più rilassato: allora sarò ben lieto di poter offrire un caffè al neo-consigliere regionale di opposizione Mangialardi».

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Il post di Gilberto Gentili

Anche il dottor Gentili è intervenuto nella querelle: «In un articolo su Cronache Maceratesi il candidato governatore del Pd Mangialatdi mi definisce scarto dell’eccezionale (dice lui) servizio sanitario marchigiano. Lo ringrazio di questa delicata battuta che lunedì porrò a verifica dei legali della Usl che dirigo, non tanto per la mia onorabilità per nulla toccata da questa intemerata quanto piuttosto per il danno di immagine che può provocare alla Azienda stessa. Invito il candidato a leggersi il mio cv reperibile facilmente sul web da cui potrebbe chiedersi e poi magari darsi una risposta perché lo “scarto” sia stato nominato dg da Chiamparino in Piemonte e commissario straordinario in Calabria dal ministro Speranza seppur costretto da un deliberato del Consiglio dei ministri del primo governo Conte.Pur lusingato da attenzioni che sinceramente mi hanno consentito di ricevere in pochi minuti decine di messaggi di solidarietà invito il buon Maurizio a dedicare il suo tempo a cercare di riparare i danni che la sanità ha subito e sopportato solo grazie alle grandi qualità delle donne e degli uomini che ci lavorano!». Polemiche nel Pd maceratese e tra gli operatori sanitari, alcuni non hanno gradito le dichiarazioni di Mangialardi.

Raul Brambatti, cardiologo maceratese, ha osservato sulla sua pagina Facebook: «Caro Mangialardi sei partito con il piede sbagliato. Definire un professionista serio uno scarto é a dir poco vergognoso. Se poi il professionista ha affrontato con professionalità il peso del terremoto e del covid, l’offesa è ancora più pesante e inopportuna. Ma il 30 ottobre del 2016 hai visto i media, hai visto in che condizioni eravamo. Alle 7,30 di quel giorno il dottor Maccioni era con noi ad organizzare i primi soccorsi. In quel drammatico pomeriggio in due ore dal nulla creammo un ospedale a Matelica per trasferire gli sfollati malati fragili, sono solo due episodi di una lunga collaborazione. Questo sarebbe lo scarto? Suvvia, sii serio. Te lo dice chi si è più volte scontrato, come spesso accade fra due che, occupando due ruoli differenti, lavoravano per lo stesso obbiettivo. Ogni scontro rinsaldava la grande stima reciproca. Dando dello scarto al direttore butti alle ortiche la politica sanitaria del Pd e anche questo è grave a sette giorni dal voto». Tra i tanti like del post del cardiologo, noto anche per l’impegno politico, quello di Angela Ciarlantini, segretaria del circolo dem di Tolentino.

 

A Macerata con la viceministra Ascani A Civitanova con Bruno Tabacci Mangialardi a raffica sugli avversari

«La mia scelta di andare in Umbria? Ho deciso di rimettermi in gioco, nessuna tresca politica»

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