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Delocalizzazione Elica, il sindaco Bacci:
«Il problema non è solo del Fabrianese»

LAVORO - Il primo cittadino di Jesi, pur non ospitando sul territorio comunale stabilimenti del gruppo, è solidale con i lavoratori di Cerreto d'Esi e Mergo. «Ho proposto alla Fiom un incontro da tenersi quanto prima in città con i sindacati per capire come le istituzioni possano contribuire a difendere l'occupazione» annuncia
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«Le centinaia di esuberi annunciati da Elica sono un problema sociale che coinvolge fortemente anche Jesi che da sempre vanta una forte presenza di lavoratori professionali nelle principali aziende del territorio provinciale. Per questo seguiamo con grande attenzione e forte preoccupazione questa vertenza». E’ preoccupato anche il sindaco di Jesi, Massimo Bacci che sta seguendo a distanza la vertenza, dopo l’annuncio della delocalizzazione del 70% della produzione italiana in Polonia, dei 409 esuberi e della chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi.

Il sindaco Bacci

«Dopo aver preso contatti con la Regione Marche sensibilizzandola sull’importanza di prendere subito in mano la situazione e gestirla insieme al Ministero dello Sviluppo Economico, ho proposto alla Fiom, che ha dato piena disponibilità, un incontro da tenersi quanto prima a Jesi con i sindacati ed anche una rappresentanza di lavoratori della città per capire come le istituzioni del territorio,  – prosegue il primo cittadino di Jesi -ancorché non abbiano stabilimenti Elica nel proprio Comune, possano contribuire a sostenere l’iniziativa dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali e degli enti pubblici per la difesa dell’occupazione e delle realtà produttive».



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