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Giornata dell’infanzia e adolescenza:
«Non confondere i diritti dei minori
con quelli dei loro genitori»

IL GARANTE Giancarlo Giulianelli sul 20 novembre: «Soffermare l’attenzione sulla problematica connessa al diritto dei minorenni di preservare le relazioni familiari ed intrattenere, nei casi di genitori separati o divorziati, i rapporti ed i contatti con entrambi» E cita il caso del sassoferratese Emilio Vincioni
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L’avvocato Giancarlo Giulianelli

 

Il 20 novembre sarà la giornata dell’infanzia e dell’adolescenza, interviene il garante regionale dei diritti della persona Giancarlo Giulianelli. «Per la giornata dedicata all’infanzia e all’adolescenza, quest’anno vogliamo soffermare l’attenzione sulla problematica connessa al diritto dei minori di preservare le relazioni familiari ed intrattenere, nei casi di genitori separati o divorziati, i rapporti ed i contatti con entrambi i genitori – scrive l’avvocato maceratese -. Molto spesso si tende a confondere questi diritti inalienabili dei minori, con quelli dei loro genitori. Nessuno può certamente mettere in discussione lo svolgimento della genitorialità, ma questo discende e deriva da altro e preminente diritto: quello dei figli a non essere privati di un sano, regolare, costante rapporto con entrambi i genitori e, aggiungiamo, con le rispettive famiglie. Ebbene, questi diritti primari sono già sanciti a livello internazionale dalla convenzione Onu e prima ancora dalla dichiarazione universale dei diritti del fanciullo. La cronaca offre quasi quotidianamente, purtroppo, ampi esempi di palesi violazioni dei diritti dei bambini a sviluppare un corretto rapporto con entrambi i genitori. In alcuni casi la giustizia è intervenuta per restituire un diritto negato al minore. In altri la stessa giustizia sembra impantanarsi dietro surrettizie e bizantine argomentazioni che, lungi dal soddisfare e ristabilire torti, li acuisce. Pensiamo a due casi limite, cioè quello di Eithan e quello che riguarda il signor Vincioni. Nel primo ad un disgrazia che ha colpito il piccolo Eithan, unico sopravvissuto della sua famiglia, se ne aggiungerebbe un’altra con il tentativo del nonno materno, attuato con modalità in corso di accertamento da parte della Procura italiana, di sottrarlo ai familiari italiani e farlo crescere in Israele. Il caso Vincioni è certamente diverso nelle modalità messe in atto dalla madre, ma nella sostanza si riduce ad una negazione del diritto del minore a preservare le relazioni familiari, di avere rapporti con entrambi i genitori. Di questo caso si è occupato recentemente anche il Consiglio regionale delle Marche con una mozione approvata all’unanimità. Si tratta, dicevamo, di casi eclatanti, ciascuno a modo suo, ma altre situazioni analoghe sono state poste all’attenzione del garante (alcune anche risolte proprio grazie al nostro intervento). Il problema è sempre quello della negazione per i minori dei loro diritti. A volte questo accade perché proprio il minore è utilizzato quale strumento di pressione o di ricatto o di rivalsa, altre (e questo è più frequente) per ignavia di quanti, a vario titolo, sono chiamati ad interagire per affrontare il medesimo problema. Ogni volta che avviene (non importa come, perché o per colpa di chi) i diritti dei bambini vengono lesi – conclude Giancarlo Giulianelli -. Allora, è lecito domandarsi dove sia l’amore in situazioni simili, l’amore che viene trasfuso anche a livello giuridico nel sesto principio della dichiarazione universale dei diritti del fanciullo ove si legge: “Il fanciullo, per lo sviluppo armonioso della sua personalità ha bisogno di amore e di comprensione”. Aggiungiamo “…l’amor che move il cielo e le altre stelle”».

 

I parlamentari marchigiani si confrontano sul ‘caso Vincioni’

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