Centrosinistra ai saluti dopo 31 anni.
Schlein: «Serve tempo per costruire
una coalizione vincente»
di Antonio Bomba (foto Giusy Marinelli)
Dopo 31 anni di governo ininterrotto della città, il Partito Democratico (Prima Pds e poi Ds), abdica e lascia gli uffici di palazzo del Popolo al centrodestra.
Tanta è la delusione, sincera e non nascosta, nei volti dei tanti corsi comunque su in sala stampa. Perché il coraggio non manca e ce la si mette. Sempre. E la fiducia in Ida Simonella non è certo venuta meno». Iniziamo con la segretaria nazionale Elly Schlein. Che in Comune non è arrivata ma si è espressa tramite comunicato stampa. La leader Dem ammette la disfatta: «É una sconfitta netta. Il vento a favore delle destre – spiega – è ancora forte e c’è ancora. Sapevano che sarebbe stata difficile, ci vuole tempo per costruire un centrosinistra vincente. Il fatto che il Pd sia il primo partito nel voto di lista non è una consolazione’. Quindi lancia un appello alle altre forze a collaborare: ‘È evidente che da soli non si vince. C’è da ricostruire un campo alternativo, che credibilmente contenda alla destra la vittoria. Ma la responsabilità di costruire questo campo – sottolinea – non riguarda solo il Pd. Nei capoluoghi è andata male».
La segue l’analogo comunale Simone Pelosi: «Anzitutto complimenti a chi ha vinto. Sono stati più bravi a recepire le istanze di chi ha votato. Abbiamo fatto il possibile come comunità politica (cioè coalizione, ndr) e come Pd che ha mio modo di vedere ha ottenuto un risultato soddisfacente. Entrano a fare Politica forze giovani, nuove generazioni. A certificare che c’è un domani anche quando perdi». Non mancheranno analisi ma «Adesso è davvero troppo presto per farle. Ma ci saranno. Sicuro da noi, per gli altri partiti della coalizione non so. Quel che è certo – ripete quanto pensa Schlein – è che soffia un vento a destra molto molto importante. Dal canto nostro il nostro lavoro non termina di certo qua. Faremo opposizione e ci faremo sentire tutte le volte che sarà necessario. Credo che al momento sia sufficiente così».
Il primo a giungere ai microfoni comunque è stato Massimo Mandarano che per la prima volta si ritroverà a svolgere il ruolo di consigliere di opposizione: «C’è amarezza è chiaro. La coalizione ha fatto il possibile e l’immaginabile. Forse non siamo stati bravissimi a interpretare e recepire le istanze della gente, come invece ci era accaduto in passato». L’analisi di Mandarano va avanti: «Sapevamo che Silvetti era un candidato valido e che ci avrebbe dato filo da torcere. Però mi aspettavo di vincere, ma così non è stato. Ida, di suo, ha dato tutta sé stessa. E ad Ancona inizia una nuova era. Vediamo come andrà, mettiamoli alla prova come è giusto che sia. Vediamo come sapranno governare, resto ottimista».
Ha proseguito Stefano Foresi, per 10 anni assessore alle manutenzioni: «C’è tanta amarezza dopo 10 anni e tanti, tanti sacrifici fatti assieme a persone speciali e soprattutto a Valeria Mancinelli. Ida – prosegue Foresi – ha fatto un ottimo lavoro, straordinario. Come tutta la coalizione. Adesso faremo opposizione. Siamo qui, a testa alta, non fuggiamo e resterò anche io a fare opposizione». Ultima a parlare Mimmi Giangiacomi, rieletta in consiglio comunale e ‘fedelissima’ di Ida Simonella, tanto da accompagnarla in ogni angolo o borgo della citta per tutta la campagna elettorale: «Abbiamo lavorato tanto e Ida è migliorata tanto, lo si poteva vedere giorno per giorno, di volta in volta. Però – è la sua considerazione politica – questo vento di destra tocca non solo Ancona e l’Italia, ma tutto il mondo. Sono pertanto molto dispiaciuta e preoccupata. Tuttavia – conclude – come sempre, tifo Ancona».
Ma da sinistra non mancano certo critiche al Pd e a tutto il centrosinistra. Ha iniziato immediatamente Gianluca Quacquarini di Altra Idea di Città: «Mi sembra logico e naturale – ha scritto su Facebook – che il capo dell’opposizione dovrà essere Francesco Rubini. Come conseguente sarà lavorare ad un nuovo centrosinistra per Ancona, azzerando ciò che ha portato a questo. Io ci sarò. Al lavoro e alla lotta». L’assist per un post al leader della sinistra anconetana è stato servito e infatti poco dopo Francesco Rubini scrive, sempre su facebook, che: «Quando si fa di tutto per perdere. Ancona al centro destra. Abbiamo avanzato disponibilità e proposte di apertura in tutte le lingue a partire dai nostri temi fondamentali. La persistente cecità politica del centrosinistra non ha permesso alcuna mediazione. Nonostante ciò, come nella nostra tradizione, abbiamo dato indicazione di votare contro la destra. Ciò non è bastato a convin-cere i cittadini stanchi di una politica arrogante e senza visione. Adesso sarà lungo il lavoro della ricostruzione. Noi saremo ai nostri posti dentro e fuori il consiglio comunale per l’alternativa che serve».
«I cittadini anconetani – spiega Caterina Di Bitonto co-portavoce di Europa Verde – hanno scelto. Due parole soltanto per aver scelto anche noi come Verdi con coerenza. Abbiamo posto delle questioni programmatiche non condivise appieno e siamo andati avanti da soli. Sempre con coerenza abbiamo scelto al ballottaggio di stare dalla parte a noi vicina per condivisione di valori fondamentali e non negoziabili sperando esclusivamente in un progetto politico futuro che potesse dare spazio alla cultura ecologista. Ora con la stessa coerenza andiamo avanti fieri di non aver svenduto nulla, tantomeno di aver tentennato su nulla».
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