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Crac Banca Marche, la procura:
«Prescrizione nel 2031, non c’è pericolo»

IL PROCESSO - Il procuratore capo di Ancona Elisabetta Melotti ha chiarito le basi su cui si fonda il procedimento, ancora fermo in udienza preliminare, che ha portato ad indagare sul default dell'istituto di credito. Essendo il nucleo delle contestazioni legato a reati fallimentari ipotizzati dopo la dichiarazione di insolvenza del marzo 2016 la prescrizione arriverà tra 14 anni
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Da sinistra, il procuratore capo Elisabetta Melotti, i pm Andrea Laurino e Serena Bizzarri

 

“Non c’è alcun rischio che i reati legati alla bancarotta della vecchia Banca Marche cadano in prescrizione”. È quanto precisato questa mattina dal procuratore capo di Ancona Elisabetta Melotti il giorno dopo l’incontro a Roma con la Commissione Parlamentare d’inchiesta, sottolineando come per la maggior parte delle contestazioni contenute all’interno del capo d’imputazione per il crac dell’istituto di credito (ci sono 16 indagati)  la prescrizione arriverà nel 2031. A destare l’allarme erano stati i lanci delle agenzie di stampa nazionali che riportavano l’intervento del procuratore capo alla commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, secondo cui il processo crac Banca Marche sarà un procedimento lungo, se arriverà a giudizio. “Il nucleo di questo procedimento per cui abbiamo chiesto il rinvio a giudizio – ha detto la Melotti – riguarda reati fallimentari che sono stati contestati in base alla dichiarazione di insolvenza del marzo 2016». È proprio da questo momento che si devono conteggiare gli anni per arrivare a un possibile rischio prescrittivo. «Ma per reati connessi a operazioni dolose e distrattive legate all’erogazione dei finanziamenti e falso in bilancio il pericolo non esiste. Il processo è sulla base di reati fallimentari e non su casi di appropriazione indebita». All’inchiesta che ha portato ad indagare sul default miliardario della vecchia Bdm, ora arrivata in udienza preliminare con la richiesta di costituzione di parte civile di oltre 2.800 risparmiatori e azionisti, hanno lavorato i pm Andrea Laurino, Serena Bizzarri e Marco Pucilli.



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