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Blitz anti prostituzione della polizia:
una squillo tenta di ingoiare
il telefono degli appuntamenti

ANCONA - Individuate dalla Squadra Mobile due case del sesso e tre meretrici. Una, portata in questura, ha tentato il gesto estremo per cancellare le tracce dei clienti
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foto d’archivio

 

Scoperta dagli uomini della Squadra Mobile, impegnati in un’operazione per il contrasto dello sfruttamento e del favoreggiamento della prostituzione, una volta accompagnata in questura ha tentato di ingoiare il telefono cellulare dal quale riceveva le chiamate dei clienti, prima che questo potesse essere posto sotto sequestro ed esaminato dagli investigatori. La giovane, una romena di 22 anni, era infatti stata trovata a prostituirsi in un appartamento che aveva preso in affitto in via Manzoni. Il tutto rientra in un’operazione di polizia che, nell’ultimo periodo, ha visto effettuare numerosi controlli di appartamenti occupati da ragazze dedite al meretricio.
La ragazza, accompagnata negli uffici della questura per essere sottoposta agli accertamenti di rito da parte dei poliziotti, ha opposto subito una smodata resistenza pur di evitare l’identificazione. Quando poi ha tentato di ingoiare il telefono, uno smartphone di piccole dimensioni, i poliziotti sono subito intervenuti scongiurando le ben più gravi conseguenze del gesto e recuperando dunque l’apparecchio che attualmente è al vaglio degli investigatori per gli ulteriori sviluppi di indagine. Dopo l’identificazione, la ragazza è stata denunciata per il reato di resistenza a pubblico ufficiale per poi lasciare volontariamente il capoluogo. Un’altra casa d’appuntamenti è stata invece scoperta sempre dagli uomini della Mobile in un appartamento in via delle Grazie. I poliziotti, dopo alcune settimane di appostamento, avevano accertato che in un’abitazione vi era uno strano e continuo via vai dovuto proprio al fatto che all’interno si trovavano delle prostitute. Gli agenti, fingendosi clienti, sono quindi entrati e hanno trovato due giovani squillo venezuelane in abiti succinti. Le successive attività investigative hanno permesso di identificare un cittadino bengalese che è stato poi denunciato per favoreggiamento della prostituzione delle due donne poiché, approfittando del fatto che le due non avevano la disponibilità di trovare un alloggio per esercitare la ‘professione’, pretendeva un affitto esagerato rispetto alle richieste di mercato.
(Al. Big.)

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