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«Vertenza Elica, doniamo
il gettone di presenza
dei consiglieri comunali»

LAVORO - E' la proposta contenuta nell'ordine del giorno depositato dal gruppo consiliare 'Jesi in Comune'. L'arcivescovo di Matelica-Fabriano: «Bene il confronto con le istituzioni in Regione, la Chiesa non farà mancare vicinanza e sostegno alle famiglie dei lavoratori»
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Il presidio sindacale di protesta dei lavoratori Elica

Per esprimere solidarietà e vicinanza ai lavoratori e le lavoratrici dell’Elica i consiglieri del gruppo ‘Jesi in Comune – Lab. Sinistra’ abbiamo deciso di depositare un ordine del giorno per il prossimo consiglio comunale con il quale chiederanno ai colleghi d’aula di donare il gettone di presenza alla vertenza Elica. «Chiediamo inoltre al sindaco Bacci e all’Amministrazione comunale di attivarsi per contrastare questa scellerata delocalizzazione rimarcando l’importanza della Legge regionale n 15 del 7 Luglio 2009» sottolineano i consiglieri comunali di minoranza in una nota. La multinazionale di Fabriano, leader mondiale della produzione di cappe da cucina, ha presentato un nuovo piano industriale che prevede la delocalizzazione del 70% della produzione italiana in Polonia, 409 esuberi complessivi su 560 dipendenti con la chiusura dello stabilimento di Cerreto D’Esi e di interi reparti di quello di Mergo. «La vicenda si inserisce in una già complessa situazione lavorativa della zona del Fabrianese, della intera Vallesina e di tutta la Regione Marche e coinvolgerà necessariamente anche molti lavoratori e lavoratrici dell’indotto» evidenzia l’odg di ‘Jesi in Comune’.

Anche l’arcivescovo di Fabriano-Matelica ha rivolto un appello a tutte le istituzioni e all’azienda Elica. «Subito una situazione condivisa perché non c’è tempo da perdere – scrive mons. Francesco Massara all’Ansa- Dietro i numeri angoscianti degli annunciati licenziamenti ci sono persone e famiglie che soffrono e la Chiesa non farà mancare loro vicinanza e sostegno. La gravità del momento richiede alla proprietà dell’Elica profonda riflessione su una decisione così deflagrante». Quanto alle istituzioni, «bene il tavolo che si aprirà in Regione giovedì 8 aprile e l’auspicio è che un’analoga iniziativa venga adottata al più presto anche al Ministero dello Sviluppo economico. Per scongiurare la chiusura degli stabilimenti nel nostro territorio, esorto tutti i deputati e senatori marchigiani, di ogni schieramento, a dar vita a una sinergia positiva e una costruttiva convergenza di intenti. Una significativa prova di unità sarebbe, a esempio, quella di sollecitare a intervenire il Governo attraverso un’interpellanza parlamentare trasversale». La Diocesi «farà la sua parte per andare incontro alle necessità di chi non può essere lasciato andare alla deriva come ho assicurato a questi fratelli e sorelle di Elica che ho ascoltato direttamente» ha concluso il vescovo.



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