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Biodigestore, l’Ata reinserisce
il sito di Jesi nell’elenco dei papabili:
«Abbiano già detto no. Ci opporremo»

ANCONA - Le liste civiche di maggioranza a sostegno del sindaco Bacci ritengono che l'Assemblea d'Ambito abbia sovvertito la decisione del Consiglio comunale e annunciano di non voler restare inermi davanti alla «messa in vendita in piena regola del territorio jesino da parte dei vertici del Partito Democratico capitanati dal sindaco di Ancona Valeria Mancinelli». Poi chiamano a raccolta le forze di minoranza cittadine
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Assemblea Ata (foto d’archivio)

 

L’Assemblea Ata di Ancona torna a parlare di biodigestore. Riunitasi ieri per discutere ancora sul tema rifiuti ha votato favorevolmente al reinserimento del sito di Jesi tra i papabili ad ospitare l’impianto di biodigestione .«E questo nonostante il ritiro di tale disponibilità da parte dell’Amministrazione comunale, decisione ribadita nel corso dell’ultimo Consiglio comunale. – tuonano in una nota congiunta le liste civiche di maggioranza del Comune di Jesi – Una messa in vendita in piena regola del territorio di Jesi da parte dei vertici del Partito Democratico capitanati dal sindaco di Ancona Valeria Mancinelli. Mai si era registrato che al no di un Comune nel rendersi disponibile ad ospitare un impianto dell’Ata provinciale, tale scelta fosse poi sovvertita nella stessa Assemblea d’Ambito (vedi la disponibilità data e poi ritirata dai Comuni di Castelplanio e Monte Roberto, tutti a guida Pd, in quei casi nel silenzio e nell’approvazione assoluta). È quindi oramai estremamente chiaro e palese che l’unico sito idoneo ad ospitare l’impianto di biodigestione sia quello di Jesi. Sono assolutamente non veritiere, salvo smentita, le parole della Sindaca Valeria Mancinelli che dava disponibilità per dei siti ubicati nei pressi di Ancona e che già in partenza presentavano criticità tali da non poter essere poi scelti».

La maggioranza jesina non ci sta. Alza gli scudi e definisce «assolutamente non trasparente» la condotta della gestione dell’iter dell’Ata «con a capo il presidente della Provincia Cerioni (Sindaco di Cupramontana – Pd) e del direttore Massimiliano Cenerini, ormai inginocchiati ai voleri di un partito e di un sindaco che vogliono mettere mano alla gestione rifiuti per non meglio identificati interessi da chiarire, come dimostra l’operazione assolutamente non convincente in atto all’interno di Viva Servizi, candidata con una scelta data per fatta solo nelle parole, ma che presenta diverse lacune nella realtà – e la scissione del ramo gas ne è la dimostrazione – alla gestione in house del ciclo rifiuti per la provincia di Ancona, con esclusione della realizzazione e gestione degli impianti di smaltimento, a dimostrazione del non possesso da parte dell’azienda di quelle conoscenze tecniche assolutamente indispensabili per raggiungere i requisiti di efficienza ed economicità richiesti dalle vigenti normative. Per questi motivi – rimarca il comunicato della maggioranza che sostiene il sindaco Massimo Bacci – il Comune di Jesi ha ritirato la propria disponibilità ad ospitare l’impianti di biodigestione dopo che, ad agosto 2019, aveva presentato la propria proposta di realizzazione e gestione dell’impianto che mai è stata discussa all’interno dell’Assemblea d’Ambito».

In questo scenario i movimenti al governo di Jesi chiamano a raccolta anche le minoranze cittadine chiedendo loro di assumere una netta presa di posizione.«In tutto questo vorremmo sapere quale sia la posizione del Pd jesino, calpestato dalla ‘Regina Mancinelli’ e silente al suo servizio. – ironizzano – Sempre contrario ad ospitare l’impianto nelle discussioni in Consiglio comunale si trova ora a dover subire la decisione di ospitarlo per volere superiore: si chiede ai consiglieri del Pd un atto di orgoglio, un minimo sussulto a difesa del territorio della propria città. O è troppo? E dove è Jesi in Comune – Laboratorio di Sinistra ( alias Rifondazione Comunista – Sinistra Italiana ) uniti alle prossime elezioni del 2022 con il Pd, ma con vedute già molto scricchiolanti sulla gestione rifiuti in capo ad Ata, anch’esso contrario all’ubicazione dell’impianto a Jesi ed ora costretto a dissociarsi, almeno per coerenza, dai loro stessi compagni di viaggio? Da entrambi – chiude la nota della maggioranza jesina – ci aspettiamo prese di posizione e comportamenti altrettanto netti e responsabili sulla questione. Quello che risulta più grave è che quella modalità partitica di fare politica alle spalle e sulle spalle dei cittadini, che questa amministrazione civica ha provato a cambiare in 10 anni di governo cittadino, sta ribussando alle porte della città. Sbarriamo le porte».



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