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La pandemia nelle Marche
fa un’onda anomala: ecco perché

LA RUBRICA di Claudio Maria Maffei - La situazione appare molto diversa a seconda dei dati che si prendono in considerazione. Quanto a incidenza di nuovi casi ieri eravamo al diciottesimo posto, con 762 casi ogni 100.000 abitanti, il che è rassicurante. Invece dal numero di ricoverati in terapia intensiva in rapporto alla popolazione emerge un dato preoccupante: siamo al quarto posto. La verità ce la dicono i numeri sui decessi che ci vedono attorno all’ottava posizione
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Figura 1 Nuovi casi settimanali di contagio ogni 100.000 abitanti all’8 gennaio per Regione (fonte: elaborazioni del dott. Paolo Spada per la pagina Facebook di Pillole di Ottimismo)

di Claudio Maria Maffei*

L’andamento della pandemia nelle Marche appare molto diversa a seconda dei dati che si prendono in considerazione, dati che sono in grande contraddizione tra loro. Aiutiamoci con qualche grafico ancora una volta “rubato” dalle elaborazioni del dott. Paolo Spada pubblicate sulla pagina Facebook di Pillole di Ottimismo. Prendiamo i dati sulla incidenza di nuovi casi e cioè il numero dei soggetti risultati positivi nel corso della ultima settimana in rapporto alla popolazione (Figura 1) . Le Marche ieri erano al diciottesimo posto, con 762 casi ogni 100.000 abitanti, il che sarebbe davvero un dato rassicurante.

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Claudio Maria Maffei

Se poi però andiamo a guardare invece il numero di ricoverati in terapia intensiva in rapporto alla popolazione emerge invece un dato preoccupante: siamo al quarto posto (vedi Figura 2). Dato ancor più preoccupante se teniamo conto del fatto che col 22,2% di posti letto di terapia intensiva occupati da pazienti Covid siamo al terzo posto. Percentuale che salirebbe al 26,7% portandoci al primo posto assieme alla provincia di Trento se escludessimo dal conto dei posti letto di terapia intensiva dichiarati attivi i 42 posti letto del Covid Hospital di Civitanova che lo stesso Assessore Saltamartini ha detto essere indisponibili per mancanza di personale.

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Figura 2. Numero di ricoverati in terapia intensiva ogni 100.000 abitanti all’8 gennaio per Regione (fonte: elaborazioni del dott. Paolo Spada per la pagina Facebook di Pillole di Ottimismo)

 

Le cose migliorano un po’ se andiamo a guardare i dati sui ricoveri nei reparti di area medica in cui ieri in rapporto alla popolazione ieri eravamo al diciottesimo posto e col 24,9% dei posti letto di area medica occupati eravamo all’ottavo posto. Eravamo all’ottavo posto anche con i decessi in rapporto agli abitanti. Emerge da questi dati una doppia anomalia delle Marche: in apparenza abbiamo meno casi di contagio che nel resto d’Italia e abbiamo invece una pressione tra le più alte d’Italia sulle terapie intensive, il che si riflette sulla attività chirurgica programmata che inevitabilmente si riduce quando la pressione sulle equipe di anestesia e rianimazione aumenta. La prima anomalia è facile da spiegare: a differenza di quello che fanno da settimane quasi tutte le altre Regioni le Marche non conteggiano i casi diagnosticati col test antigenico. Ieri in Italia sono stati diagnosticati 123.119 casi da tampone antigenico di cui nessuno nelle Marche contro i 96.311 positivi da molecolare. Il che vuol dire che nelle Marche i nuovi casi giornalieri e la incidenza settimanale se si tenesse conto dei tamponi antigenici sarebbe probabilmente da settimane almeno il doppio di quello che dicono i dati ufficiali.

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Figura 3 Tamponi positivi antigenici nelle Marche (nessuno) e in Italia (113.921) all’8 gennaio nelle Marche e in Italia (fonte: elaborazioni del dott. Paolo Spada per la pagina Facebook di Pillole di Ottimismo)

 

Più difficile da spiegare il dato sulla fortissima pressione sulle terapie intensive. Viene da pensare che in alcuni ospedali delle Marche (probabilmente facendo bene) si tenda a ricoverare per motivi di sicurezza clinica più spesso e più a lungo nei reparti di terapia intensiva rispetto alle altre Regioni. In definitiva probabilmente tra quello che ci suggeriscono i dati “migliori” (pochi nuovi contagi rispetto alle altre Regioni) e quello che ci suggeriscono i dati “peggiori” (troppa pressione sulle terapie intensive) la verità ce la dicono i dati sui decessi che ci vedono attorno all’ottavo posto.

Altro dato che caratterizza la Regione Marche è la sua attuale scarsa potenzialità vaccinale. Ieri come numero di dosi giornaliere somministrate in rapporto alla popolazione eravamo al terz’ultimo posto, migliori solo delle Province di Bolzano e Trento che hanno una tradizione di grande resistenza ai programmi vaccinali. In questa classifica qualche settimana fa eravamo arrivati anche al sesto posto per poi peggiorare progressivamente. Insomma, la Regione ha sufficienti elementi per riflettere sia sulla sua gestione e comunicazione dei dati che sulla gestione del programma di vaccinazione.

*Medico e dirigente sanitario in pensione

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Figura 4 Numero di dosi giornaliere di vaccino somministrate all’8 gennaio per Regione (fonte: elaborazioni del dott. Paolo Spada per la pagina Facebook di Pillole di Ottimismo)



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