Osimo, il Tar Marche
annulla la nomina di Liana Chiappa
nel CdA dell’Istituto Campana
Voto nella Sala Gialla sulla nomina di Liana Chiappa come rappresentante della minoranza consiliare nel CdA dell’Istituto Campana, per il Tar Marche è tutto da rifare. Il Tribunale amministrativo ha emesso in camera di consiglio, lo scorso 24 settembre, una sentenza in forma semplificata, che ha accolto il ricorso presentato dai consiglieri d’opposizione di FdI Osimo e Progetto civico 2030, disponendo l’annullamento della delibera consiliare del 2 luglio 2026 impugnata, inclusa la designazione di Chiappa. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
Al centro della controversia c’era la nomina nel CdA dell’Istituto dell’esponente proposta in aula come espressione della minoranza dal consigliere Simone Gabbanelli che nella stessa seduta del 2 luglio aveva annunciato di aver cambiato schieramento politico passando dalla maggioranza al ‘Gruppo misto’, composto in questo caso da un solo membro. L’organo amministrativo del Campana ha 5 membri, 3 di nomina spettante al Comune (2 di maggioranza e uno di minoranza), un rappresentante della Regione e uno nominato dall’Ufficio Scolastico Regionale.
All’indomani del voto in aula, i consiglieri dei gruppi di minoranza Fratelli d’Italia e Progetto Civico Osimo 2030, difesi dagli avvocati Maurizio e Lara Discepolo, avevano annunciato il ricorso che chiamava in giudizio il comune di Osimo (difeso dall’avvocato Andrea Galvani), l’Istituto Campana (non costituito); l’Usr (difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato), e Liana Chiappa (rappresentata dall’avvocato Enrico Maria Stramigioli).
Nell’impugnativa avevano citato l’articolo 18 dello Statuto comunale per sostenere che la prerogativa di indicare i rappresentanti spetti ai «gruppi di minoranza» e non ai singoli individui. Avevano inoltre contestato la regolarità del Gruppo misto di Gabbanelli, citando l’articolo 17 comma 2 che richiederebbe almeno due consiglieri per la costituzione di un gruppo salvo autorizzazione del presidente del Consiglio comunale. Secondo i ricorrenti, inoltre, la nomina di Chiappa (votata anche dalla maggioranza consiliare) avrebbe integrato un «palese sviamento di potere e dalla causa tipica rispetto agli istituti procedimentali utilizzati». Una manovra, a giudizio di FdI e Progetto civico Osimo 2030, che avrebbe permesso alla maggioranza di controllare indirettamente tutti e 3 i seggi del CdA dell’Istituto di sua spettanza, vanificando così la possibilità di assicurare un «controllo democratico e una partecipazione plurale alla gestione della cosa pubblica».

Il nuovo CdA dell’Istituto Campana di Osimo con il presidente Luigi Giacco eletto ad agsoto 2026 (secondo da sinistra) e la presidente uscente Gilberta Giacchetti (prima da destra)
Dall’altra parte, le parti resistenti (soprattutto Comune e Chiappa) appellandosi sempre all’articolo 17 dello statuto comma 1, davanti al collegio del Tar avevano argomentato perchè fosse regolare quella costituzione del gruppo misto, fosse pacifica l’appartenenza del consigliere Gabbanelli alla minoranza e fosse quindi legittima la designazione della consigliera Chiappa. Intanto avevano invocato la libertà del mandato consiliare ricordando che i consiglieri comunali secondo statuto «“… rappresentano l’intera comunità ed esercitano le funzioni senza vincolo di mandato” e dunque mantengono la propria libertà di aderire, recedere e mutare gruppo consiliare nel corso del mandato senza perdere le proprie prerogative essenziali». Avevano quindi sostenuto che la composizione di un gruppo misto con un solo membro va ritenuta legittima,« nel solo caso in cui nel gruppo sia presente la figura del capogruppo (situazione non ricorrente nel caso di specie)».
Ascoltate le parti, nella sentenza il Tar ha chiarito che per poter designare rappresentanti negli organi collegiali, il passaggio alla minoranza deve essere l’espressione di una «minoranza politica non occasionale, ma qualificata e stabilizzata». Come a dire che non è sufficiente un distacco formale per acquisire i diritti di una vera forza di opposizione.
I giudici amministrativi hanno inoltre evidenziato la mancanza di comportamenti coerenti da parte del consigliere Gabbanelli. Nonostante il passaggio al gruppo misto, non aveva manifestato un reale atteggiamento di opposizione, continuando a sedere nelle commissioni dove era stato eletto come espressione della maggioranza e votando a favore della candidatura proposta, insieme alla stessa maggioranza consiliare.
«Pur a voler configurare come esistente un neocostituito gruppo misto,- si legge nella sentenza del Tar Marche – in ogni caso non consta che il passaggio del consigliere Gabbanelli dalla maggioranza al gruppo misto sia frutto di un concreto mutamento dello schieramento politico: non risulta attività di opposizione da parte del consigliere all’operato della maggioranza, né mozioni o voti di segno opposto. Al contrario, i ricorrenti hanno allegato, senza smentita delle controparti, che il consigliere Gabbanelli non si è dimesso dalle Commissioni in cui siede in rappresentanza della maggioranza; inoltre, la proposta di nomina della signora Chiappa è stata votata con favore dalla maggioranza compatta unitamente al consigliere Gabbanelli. Significativo è poi il fatto che il medesimo ordine del giorno era già stato posto alla base della seduta del Consiglio comunale del 18 giugno 2026 e che la maggioranza consiliare aveva chiesto ed ottenuto un rinvio della trattazione del predetto punto, nonostante la contrarietà della minoranza: la seduta consiliare è stata quindi rinviata al 2 luglio 2026 e nella mattina dello stesso giorno è pervenuta la dichiarazione di distacco del consigliere Gabbanelli dalla maggioranza e la sua adesione al gruppo misto. E’ evidente, pur a voler prescindere dalle contestate regolarità formali dell’operazione, che la stessa sia stata strumentale alla nomina di un terzo componente del consiglio di amministrazione dell’Istituto Campana gradito alla maggioranza» hanno concluso i giudici amministrativi.
(m.p.c.)
Nuovo CdA Campana, Luigi Giacco eletto presidente tra polemiche e ricorsi al Tar Marche
Rinvio nomine CdA Campana: i consiglieri FdI presentano esposto
Torna alla home page





