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San Biagio riapre per un’ora al giorno,
i residenti raccolgono le firme

ANCONA - Scattata la petizione tra gli abitanti e i commercianti di corso Mazzini per chiedere la ripresa della normale attività della chiesa di San Biagio dopo la morte di don Mario Recanatini. La curia corre ai ripari con una soluzione temporanea: il luogo di culto è stato riaperto un'ora al giorno
lunedì 23 gennaio 2017 - Ore 15:34
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La chiesa San Biagio in corso Mazzini

di Giampaolo Milzi

Una domenica speciale, quella di ieri per la Chiesta di San Biagio, dove a sorpresa, molto a sorpresa, è stata celebrata la Santa Messa con la partecipazione di una trentina di persone. Aperto, dunque, il grande portone dell’edificio di culto, in fondo a corso Mazzini, popolarissimo ad Ancona, rimasto tristemente chiuso dal 30 dicembre scorso, quando, come dicono i fedeli, don Mario Recanatini “era volato in paradiso”. Eppure alcuni di quei fedeli – proprio mentre dal pulpito della bella e settecentesca San Biagio officiava il sostituto del compianto e amatissimo prete – firmavano presso un’edicola di piazza Roma e vari negozi della spina dei corsi in centro la petizione lanciata sabato da alcuni “fedelissimi” affinché la chiesa del corso vecchio riaprisse al più presto. Una sorpresa, quindi, questa nuova operatività a tempo di record, di San Biagio. Sia perché è stata annunciata solo sabato sera, da un volantino attaccato all’ingresso. Sia per l’assenza di qualsiasi notizia ufficiale dall’Arcidiocesi Ancona-Osimo, e per il pessimismo che si era diffuso nella sua ampia e variegata comunità cattolica di riferimento. “Abbiate pazienza, dateci il tempo di organizzarci”, si era limitato a dire Edoardo Menichelli, arcivescovo e cardinale, ai funerali di don Mario. E per i tanti credenti, le preghiere, la pazienza e la fiducia in mons. Menichelli sono state premiate.
Protagonista della riapertura – si spera a tempo indeterminato – don Lorenzo Tenti, professore al liceo classico e delle scienze umane “Rinaldini” di Ancona. Un sacerdote che don Mario lo conosceva benissimo, gli era fraternamente amico, ed era tra coloro, tra cui anche molti laici, che lo aiutavano ad assicurare la grande, “storica” vitalità della rettoria San Biagio. Certo, la riapertura fortemente voluta dall’arcivescovo mira ad essere no stop. Ma le attività della chiesa, pur presenti tutti i giorni, sabato e domenica compresi, sono e saranno ridotte per non si sa quanto tempo. Portone aperto alle 9,30, con don Lorenzo Tenti disponibile per un’ora e mezza per le confessioni; poi, alle 11, la Santa Messa, l’unica nelle 24 ore. E pensare che don Mario, nonostante i suoi 86 anni, di messe, tutti i giorni, ne riusciva a celebrare tre: alle 8 e alle 11,40 al mattino, e alle 18,30 la sera; e in chiesa era praticamente di casa, visto che, oltre all’impegno per tutti i sacramenti (infaticabile soprattutto come confessore) era sempre pronto per un consiglio, un aiuto, una parola cara e di conforto per tutti.
Don Lorenzo Tenti, che ha già il suo bel da fare come docente al “Rinaldini” e come responsabile dei catechisti delle scuole di Ancona, potrà officiare la domenica e molto probabilmente anche il sabato. A sostituirlo nei giorni feriali, e a dargli più che una mano, sarà don Jean Claude, africano, aiutante del parroco del Sacramento don Alberto Pianosi. Secondo fonti della comunità di fedeli e praticanti cattolici del centro città, Pianosi si sarebbe adoperato molto per la veloce riapertura di San Biagio. Con lui i Dominicani, e don Antonello Lazzerini, cappellano della Polizia di Stato ad Ancona.
Don Lorenzo Tenti, in questa sua importante nuova missione pastorale, potrà contare sull’aiuto di alcuni tra i più assidui frequentatori di San Biagio, donne in particolare. Saranno un paio di loro, probabilmente domani pomeriggio, a dargli il benvenuto a nome della comunità e ad orientarlo al meglio negli ambienti della chiesa.
In ogni caso la raccolta di firme continua, affinché San Biagio possa tornare agli stessi ritmi funzionali e brulicante di gente come una volta.

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