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Lo sceicco ha troppi soldi,
bloccato all’aeroporto

IL CASO - Era atterrato al Raffaello Sanzio con un aereo privato. Con sé aveva 10mila e 200 euro, quando poteva averne al massimo 10mila. Confindustria denuncia: "Siamo i primi a chiedere il rispetto delle regole, ma non si può per formalità burocratiche dare un'accoglienza così poco degna a chi viene in Italia per affari di grande impegno economico"
giovedì 27 luglio 2017 - Ore 19:14
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Sceicco dell’Arabia Saudita atterra con il suo aereo privato per incontrare alcuni imprenditori maceratesi e viene fermato perché ha troppi contanti in tasca. E’ successo nei giorni scorsi all’aeroporto di Falconara. Il buyer era arrivato in Italia per incontrare alcune imprese della nostra provincia con le quali doveva stipulare degli ordini di acquisto, oltre che per visitare le Marche. L’aereo è atterrato alle 18, ma gli imprenditori maceratesi lo stavano attendendo da più di un’ora, quando intorno alle 19,15 lo sceicco ha chiamato per dire che era stato trattenuto dalla Guardia di finanza. Il ricco arabo infatti era atterrato con 10.200 euro in tasca, 200 euro in più rispetto all’importo di contanti che si può portare con sé senza dichiarazioni all’arrivo in aeroporto. Dopo aver compilato i verbali del caso, lo sceicco si è potuto incontrare con gli imprenditori maceratesi, nonostante fosse visibilmente infastidito da quanto successo. Sulla vicenda è intervenuta Confindustria Macerata. «Noi come Confindustria – si legge in una nota stampa diffusa nelle ultime ore dall’associazione – siamo i primi a chiedere sempre che ci siano regole chiare e ferme, il loro rispetto è assolutamente insindacabile. Però, di fronte a chi arriva nel nostro Paese per concludere affari commerciali di grande impegno economico, che è incuriosito dalla bellezza dei territori, che vorrebbe potenziare i contatti con gli imprenditori locali, non possiamo per essere ligi all’applicazione di formalità burocratiche e dare un’accoglienza così poco degna della persona che arriva. Questo demotiva poi a tornare. Di certo il nostro Paese, già considerato dagli stranieri poco attrattivo per gli investimenti ed il business, sia per l’instabilità politica che per i tempi biblici degli iter giudiziari, non è aiutato nell’opera di promozione che tanti di noi stanno portando avanti, da atteggiamenti che seppure corretti da un punto di vista formale non lo sono nella sostanza. Occorre considerare ogni situazione – si legge infine nel comunicato – e di conseguenza ciascuna persona inserita nel contesto in cui si muove».

(Leo. Gi.)

 

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