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Uffici postali, allarme Cisl:
“Sportelli chiusi, lunghe code
e consegne a singhiozzo”

REGIONE - Sindacato sul piede di guerra per la condizione dei lavoratori e per il servizio offerto ai cittadini nelle Marche. Il segretario generale Slp Dominici: "Sono decine le zone non servite quotidianamente complici le ferie estive e il crescente numero di esodi economicamente incentivati dalla azienda"
venerdì 4 Agosto 2017 - Ore 19:11
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“Gli sportelli chiusi sono in aumento, le code si allungano e la posta viene consegnata a singhiozzo. Non parliamo poi delle difficoltà che i cittadini devono superare per ritirare le raccomandate avvisate”. La denuncia arriva dalla Slp-Cisl che mette nel mirino le condizioni in cui versano gli uffici di Poste Italiane nella nostra regione, sia per quanto riguarda la condizione dei lavoratori che per il servizio offerto alla cittadinanza. “L’azienda continua a minimizzare cercando di convincere l’opinione pubblica che vada tutto bene – continua il segretario generale regionale Dario Dominici – ma non è così, anzi tutt’altro. Dire che la posta arriva nelle case dei concittadini marchigiani a singhiozzo, non è un modo diverso per dire che ormai anche senza nessun accordo la posta si consegna a giorni alterni. È molto peggio. Sono decine le zone non servite quotidianamente complici le ferie estive e il crescente numero di esodi economicamente incentivati dalla azienda, che nei mesi scorsi si è vista costretta a chiudere i rubinetti per non rischiare di incorrere nella sospensione del servizio pubblico”. Il recapito infatti rimane sempre più sulle spalle di un numero crescente di lavoratori stagionali (circa 150 ad oggi) assunti con contratto a tempo determinato, secondo il sindaco.  “Lavoratori precari e ricattati che per ottenere qualche rinnovo del contratto si vedono ipotecare i più elementari diritti: – continua Dominici –  si ammalano poco e niente, vanno poco in ferie, non è difficile vederli in servizio ben oltre il termine del normale orario di lavoro visto che vengono spostati da una zona di recapito all’altra quasi tutti i giorni.  Secondo i nostri calcoli negli ultimi due anni sono usciti dalla azienda circa 200 addetti”. Facile immaginare, per il sindacato, le conseguenze sui carichi di lavoro del personale rimasto in servizio sia nel recapito che negli uffici postali. La Cisl ricorda poi che il 31 maggio scorso durante una riunione convocata dalla azienda, i rappresentanti della struttura risorse umane hanno informato la delegazione sindacale che le criticità degli uffici postali sarebbe stato superato grazie ad un incremento di circa una trentina di sportellizzazioni (passaggi di personale applicato ai servizi postali a quello degli uffici postali). “Ci siamo immediatamente dichiarati insoddisfatti, e abbiamo manifestato la nostra contrarietà ad un progetto aziendale unilaterale, iniquo e insufficiente. Purtroppo non avevamo visto male: le sportellizzazioni non sono arrivate. Alla fine è chiaro che a pochi importa della qualità del servizio, forse solo al sindacato che insieme ai lavoratori ha ben presente i rischi del mercato e di una concorrenza sempre più attenta alle esigenze della clientela.”

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