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Narcotraffico da Madrid:
tutto prescritto per i 21 imputati

IN AULA - Un presunto sodalizio con a capo due nigeriani avrebbe importato cocaina dalla Spagna a Porto Recanati per poi venderla nel Maceratese e nell'Anconetano. Mancava la perizia sulla droga ed è stata riconosciuta la lieve entità del fatto
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Cocaina

 

Una associazione per delinquere che spacciava cocaina che arrivava dalla Spagna, oltre trenta capi di imputazione, 21 persone imputate, e una indagine condotta dalla Dda di Ancona che smantellò una presunta organizzazione di narcotrafficanti nigeriani: tutto prescritto. Si è concluso oggi al tribunale di Macerata un processo che vedeva imputate 21 persone che a vario titolo erano accusate di aver fatto parte di un presunto sodalizio che spacciava cocaina nel Maceratese e nell’Anconetano. Fatti che risalgono al 2004, al 2005 e 2006. Gli imputati sono soprattutto nigeriani (15), poi ci sono un ghanese, un senegalese, un italiano della provincia di Foggia, un tunisino, un algerino e una inglese. Secondo la ricostruzione dell’accusa, due nigeriani erano i promotori, Ephraim Uyo, 38 anni, e la 45enne Dora Ituma. Erano loro che avrebbero curato l’acquisto della droga, secondo l’accusa, e che sovrintendevano all’arrivo dello stupefacente in Italia.

L’avvocato Massimiliano Cingolani

La droga, cocaina, arrivava da Madrid, dove ci sarebbe stata una cellula dell’organizzazione, passava per Torino per poi giungere nel Maceratese a Porto Recanati. La droga veniva portata da corrieri e veniva poi venduta sia a Porto Recanati, che a Macerata, Potenza Picena, Numana, Ancona, ma anche a Torino. L’organizzazione, secondo l’accusa, si occupava anche si reclutare spacciatori per vendere la droga. Oggi i difensori degli imputati, assistiti tra gli altri dagli avvocati Massimiliano Cingolani, Umberto Gramenzi, Vanni Vecchioli, Davide Mengarelli, hanno sollevato la questione dell’assenza di perizie sulla droga, cosa che riqualificherebbe le imputazioni a fatti di lieve entità (coperti da prescrizione). Il pm ha chiesto invece la condanna a 7 anni per ognuno degli imputati e a 20mila euro di multa. Il Tribunale di Macerata però, rilevato che non c’erano perizie sulla droga, ha dato ragione alle difese e dichiarato prescritti i reati.

(Gian. Gin.)

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