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Sversamenti in mare,
Mancinelli e Signorini a confronto:
«Presto un protocollo sui divieti»

FALCONARA - Oggi l'incontro al Castello tra i due primi cittadini su una questione che ogni estate diventa un vero tormentone per gli utenti delle spiagge. L'obiettivo comune è quello di concretizzare gli interventi da tempo diventati prioritari, come snellire i tempi d'attesa per il ritorno ai tuffi dopo le piogge
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Foto d’archivio

 

La questione degli scolmatori, che in caso di forti piogge riversano liquami fognari in mare e comportano il divieto temporaneo di balneazione, è stata oggetto di un incontro con il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, ricevuta questa mattina al Castello dal sindaco di Falconara Stefania Signorini. Quello di oggi è stato il primo incontro ufficiale tra i sindaci dei due comuni limitrofi, impegnati ad affrontare in maniera congiunta la tematica dell’inquinamento temporaneo lungo il litorale e a trovare soluzioni anche strutturali per mitigare il fenomeno. I primi cittadini intendono chiedere un nuovo incontro con i rappresentanti di Multiservizi, la società che gestisce il sistema fognario dei due comuni, che ha commissionato uno studio per individuare interventi strutturali capaci di evitare o comunque ridurre lo scarico di liquami in mare.

Mancinelli e Signorini

E’ il momento, secondo le due amministrazioni, di concretizzare gli interventi da tempo individuati come prioritari. I due sindaci hanno deciso inoltre di chiedere al più presto un incontro con l’assessore regionale all’Ambiente Angelo Sciapichetti e con il dirigente regionale Stefania Tibaldi. Attraverso un protocollo d’intesa siglato il 18 gennaio i Comuni di Ancona e Falconara hanno infatti avviato un tavolo con Regione Marche, Asur e Arpam per valutare, a fronte del fenomeno di inquinamento temporaneo, una riduzione dei tempi di divieto di balneazione che tenga conto delle statistiche ricavate dalle analisi: i campionamenti e gli esami dell’Arpam sulla qualità dell’acqua marina hanno dimostrato che in genere, dopo 24 ore (ossia nel momento del campionamento delle acque), l’inquinamento non è più presente. Per attendere i risultati delle analisi occorre però mantenere in vigore il divieto per 72 ore. Il tavolo di lavoro avviato dalla Regione mira proprio ad accorciare i tempi di attesa, per non penalizzare i bagnanti e gli operatori.

 

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