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Choc in famiglia, minorenne
abusata per anni da un parente
La “comprava” con soldi e regali

ANCONA - La ragazza, che oggi ha 20 anni, è riuscita a denunciare il suo aguzzino solamente pochi mesi fa, rivolgendosi ai poliziotti della Squadra Mobile e iniziando un percorso assistenziale con Donne e Giustizia. E' emerso dalle indagini, chiuse dalla procura, che la vittima subiva molestie dall'età di 14 anni. In un'occasione, dopo un rapporto sessuale, l'uomo l'avrebbe pagata con 500 euro
venerdì 30 novembre 2018 - Ore 17:50
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Foto d’archivio

 

di Federica Serfilippi

Molestata all’interno del contesto familiare dall’età di 14 anni. Dietro gli abusi si celava – secondo la denuncia della vittima – un suo lontano parente, poco più che trentenne. Si sarebbe avvicinato a lei garantendole (almeno in apparenza) quella sicurezza di cui la minore aveva bisogno nel suo percorso di crescita personale in un periodo, quello adolescenziale, non facile. E’ proprio in uno stato di fragilità emotiva che avrebbe approfittato della ragazzina, molestandola e abusando di lei per almeno 5 anni.  Per farle credere di vivere una sorta di storia d’amore, l’avrebbe “comprata” con continue regalie: ricariche per il telefono, soldi (500 euro quelli dati alla minore dopo uno dei primi rapporti sessuali completi) e viaggi. Per lei, capire di essere finita in un cortocircuito più grande della sua età non è stato facile. Ha deciso di urlare il suo dolore solamente pochi mesi fa, quando ha dato alla luce una bimba nata dalle violenze perpetrate dall’uomo. Si è rivolta sia alla sezione Reati di genere della questura, sia all’associazione Donne e Giustizia. Ha denunciato il suo aguzzino e ha permesso alla procura di iniziare un’indagine dettagliata. L’inchiesta è stata chiusa da poco e, ora, gli inquirenti potranno chiedere il rinvio a giudizio dell’uomo per violenza sessuale aggravata. Secondo quanto raccontato dalla vittima, nessuno all’interno dell’ambiente familiare si era accorto degli abusi. E’ stata lei, da sola, a dover prendere coscienza che quelle attenzioni riservate dal suo parente erano dei veri e propri abusi commessi su una ragazzina che aveva appena 14 anni. Sarebbe stato proprio l’indagato a iniziarla al consumo di droghe e di alcool, probabilmente per abbassare le difese della ragazza durante le molestie. Quando ha deciso di denunciare, lo ha fatto per proteggere la piccola appena nata, cercando anche di oltrepassare quel senso di colpa e di vergogna che l’aveva coperta per tutto il tempo degli abusi e per non essere stata capace di staccarsi da quell’uomo.

 

 

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