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Massacrato per un sorpasso di troppo,
commercialista perde la milza

ANCONA - L'aggressione era avvenuta a Filottrano nel settembre 2013. Questa mattina, l'imputato - un 58enne - è stato condannato a scontare 3 anni di reclusione per il reato di lesioni gravissime provocate a un coetaneo, parte civile al processo. I due si erano azzuffati dopo una "sfida" su strada. La vittima era stata operata d'urgenza il giorno dopo la violenza subita
mercoledì 6 Marzo 2019 - Ore 17:12
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Foto d’archivio

 

Aveva aggredito un automobilista dopo una serie di sorpassi su strada: centauro condannato a scontare tre anni di reclusione. La sentenza è stata emessa questa mattina dal collegio penale che ha anche disposto per la vittima, un commercialista filottranese di 58 anni, una provvisionale di 30 mila euro. Era parte civile tramite l’avvocato Franco Argentati. Per le botte subite gli è stata asportata la milza con un intervento eseguito ormai sei anni fa dall’ospedale di Macerata. L’imputato, un coetaneo della parte lesa, ricorrerà in appello dopo la lettura delle motivazioni della sentenza, attese entro 90 giorni. A difenderlo, gli avvocati Marina Magistrelli e Monica Clementi. Tutto è avvenuto la notte del 28 settembre 2013, nella zona periferica di Filottrano. A percorrere una stessa corsia, si erano ritrovati il commercialista (su una Smart) e l’imputato (a bordo di un grosso scooter). Per decine di metri si sarebbero sorpassati a vicenda. Fino a che, sostiene l’accusa, il conducente del due ruote – infastidito dal comportamento tenuto dal commercialista su strada – non aveva seguito la vittima sotto casa. Qui sarebbe nato un litigio verbale tra i due, sfociati poi in una colluttazione. Stando alla versione della parte lesa, il centauro gli si era accanito contro, picchiandolo con i pugni e con il casco nella parte dell’addome. Per la difesa, invece, la vittima sarebbe caduta malamente, sbattendo violentemente contro il manubrio dello scooter. In quel frangente, si sarebbe lesionata la milza. La perizia eseguita dal dottor Adriano Tagliabracci ha sposato la versione della procura: c’è una concausa tra le botte ricevute e la lesione all’organo. Il commercialista era dovuto correre al pronto soccorso di Macerata la mattina dopo il parapiglia. Era stato operato d’urgenza per asportare l’organo, ormai completamente lesionato. Ancora oggi, assume farmaci a causa del trauma subito.

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