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Oltre 2mila chilometri
in bici contro il razzismo:
Simone Luce fa tappa a Falconara

IL PROGETTO 'A chi appartieni tour' è partito lo scorso 15 giugno e porterà il 28enne avellinese a toccare le maggiori località della costa adriatica
martedì 18 Giugno 2019 - Ore 14:23
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Simone Luce

 

E’ atteso per il pomeriggio di oggi Simone Luce, il 28enne di Avellino che percorrerà in biciletta la costa adriatica per raggiungere i Balcani e realizzare così il suo progetto ‘A chi appartieni tour’, un viaggio di 2.200 chilometri contro il razzismo. Simone, che nella vita si occupa di social media marketing e ha la passione per i viaggi, sarà ospitato dal consigliere comunale Luca Cappanera di Falconara in Movimento all’hotel Eden Park, di cui lo stesso Cappanera è amministratore. La richiesta di ospitalità era stata inoltrata venerdì al Comune di Falconara dall’assessore Claudia Stella del Comune di Santa Lucia di Serino, paese dell’Avellinese in cui il 28enne vive e dove sabato 15 giugno ha avuto inizio il suo viaggio. Il sindaco Stefania Signorini ha raccolto subito la disponibilità del consigliere di maggioranza e così Simone Luce arriverà all’Eden Park oggi dopo le 18. «Ho accettato con entusiasmo la richiesta, avanzata dal Comune di Santa Lucia di Serino tramite il Comune di Falconara, di ospitare Simone all’Eden Park, di cui sono amministratore, perché ho apprezzato il progetto di questo ragazzo e lo ritengo meritevole di supporto – dice Luca Cappanera –. Auguro a Simone che il suo cammino possa completarsi come da programma e che il suo messaggio arrivi a più persone possibile». In sella alla sua bicicletta, Simone intende percorrere parte dell’Italia da sud a nord per poi proseguire in Slovenia, Croazia, Bosnia, Montenegro e Albania con arrivo a Durazzo, dove prenderà un traghetto per fare ritorno in Italia, a Bari, per poi pedalare per gli ultimi 236 chilometri circa prima di fare ritorno a casa. Il viaggio ‘A chi appartieni tour’, oltre che una sfida personale, «ha l’obiettivo di lanciare un messaggio sociale importante – scrive il 28enne avellinese – in un periodo storico in cui c’è un accentuato senso di chiusura verso altri popoli e un profondo senso di razzismo e odio verso altre culture da parte del popolo italiano. L’obiettivo finale del viaggio è quindi quello di mostrare che apparteniamo prima di tutto a un ecosistema e, quindi, non a una singola Nazione e non a una singola terra, ma al mondo intero e che solo insieme possiamo produrre frutti». Per sottolineare questo messaggio Simone raccoglierà un po’ di terra in ognuno dei sei Stati attraversati e, una volta a casa, mescolerà la terra e la utilizzerà per piantare una piccola piantina.

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