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Roberto Straccia ucciso
per scambio di persona?
Le intercettazioni a “Chi l’ha Visto?”

CASO - Ieri sera nel programma di Rai 3 le intercettazioni secondo cui il giovane di Moresco sarebbe stato ucciso per uno scambio di persona. Il padre Mario vuole risposte sulla morte di suo figlio e rivolgendosi agli inquirenti ha chiesto di aprire il loro cuore
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di Francesca Marsili

Roberto Straccia ucciso per uno scambio di persona? Una teoria agghiacciante che, però, prenderebbe corpo con le intercettazioni trasmesse da “Chi l’ha Visto?”. “Le stesse sopracciglia, gli stessi occhi e la stessa fronte”. Sono queste, infatti, le parole contenute nell’intercettazione di un collaboratore di giustizia mandata in onda dalla trasmissione “Chi l’ha Visto?” nella puntata di ieri sera. Una dichiarazione avvenuta lo scorso luglio durante un interrogatorio in carcere che riaccende la luce sulla morte del 24enne di Moresco, che da otto anni resta ancora avvolta nel mistero.

Roberto Straccia

E’ un boss della criminalità calabrese l’uomo al centro della registrazione ascoltato in carcere dal magistrato. Afferma che alla base della morte del giovane Straccia ci sarebbe uno scambio di persona avvenuto proprio a causa della somiglianza che li accomuna e che il reale bersaglio di quell’esecuzione sarebbe stato proprio lui. Era il 14 dicembre del 2011 quando Roberto, studente universitario a Pescara scomparve misteriosamente dopo essere uscito in pantaloncini e maglietta a fare jogging. Il suo corpo, dopo 24 giorni di ricerche, fu ritrovato il 7 gennaio del 2012 in Puglia, sulla costa barese, nei pressi di Massaro a Palese, a centinaia di chilometri dal luogo in cui scomparve. Un errore quindi? Un crudele omicidio per scambio di persona? La stessa tesi sostenuta dai famigliari di Roberto Straccia e dall’avvocato di famiglia che non hanno mai creduto a quella della morte volontaria o indotta da un malore con cui i magistrati tentano di chiudere il caso con le quattro richieste di archiviazione disposte dalla procura abruzzese sino ad oggi. Un documento inedito quello mostrato dalla trasmissione condotta da Federica Sciarelli che è divenuto una vera e propria testimonianza. Marilena Mecchi, legale della famiglia Straccia: “Abbiamo chiesto che l’indagine venga passata alla Dda dell’Aquila. Nei verbali ci sono intercettazioni telefoniche nelle quali, prima che fosse trovato il cadavere, due collaboratori di giustizia parlavano della morte di Roberto e ci sono anche nomi e cognomi di chi l’ha ucciso. Una delle persone intercettate è stata ascoltata a luglio confermando tutte le circostanze”.

Sono tanti i punti ancora poco chiari in questa terribile vicenda. Mario Straccia padre della vittima si chiede come un ragazzo uscito con una bustina di zucchero in tasca per la corsa o addirittura l’aver indossato una panciera dimagrante possano far pensare ad un suicidio. E soprattutto come la bustina potesse ancora essere nelle tasche di Roberto dopo aver percorso 300 km in acqua. Gli avvocati Antonio La Scala e Marilena Mecchi hanno commentato attraverso un video postato su Facebook: “Roberto non si è né suicidato, né ha avuto un incidente ma si sarebbe trattato di un omicidio e a breve avremo un nome e un cognome, poi convocheremo una conferenza stampa”. Mario Straccia in lacrime e distrutto vuole risposte sulla morte di suo figlio e rivolgendosi agli inquirenti ha chiesto di aprire il loro cuore.

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