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Medici di famiglia in servizio
a settembre, ma servono subito

SANITA' - L'emergenza Coronavirus ha messo in rilievo quanto sia importante il potenziamento dell'assistenza sanitaria sul territorio. Però non si accelera nel sostituire chi va in pensione e saranno ben 74 in tutta la regione
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di Franco De Marco

Paradossi della Sanità pubblica. Bisognerà attendere almeno fino a settembre prima che entrino in servizio, nelle Marche, i ben 74 nuovi medici di famiglia che andranno a sostituire chi è andato in pensione. Ma come, visto quello che è accaduto con il Coronavirus, con tutti che oggi invocano il potenziamento dell’assistenza sanitaria territoriale, non sarebbe stato il caso di accelerare la nomina di questi nuovi professionisti principali attori della sanità di prossimità? Invece no. Ecco il paradosso.

Da una parte si invoca il potenziamento della sanità di prossimità, anche per evitare i ricoveri non necessari, dall’altro non si sostituiscono tempestivamente i medici di famiglia che vanno in pensione.

Medici di famiglia, tra l’altro, che si sono rivelati preziosi anche nel Piceno per la formazione delle Usca (Unità speciali per la continuità assistenziale) che hanno monitorato e curato i contagiati da Covid-19 a domicilio liberando così gli ospedali.

Le procedure burocratiche purtroppo stanno sempre lì. Così, anche se la pubblicazione dei posti vacanti nel “Bollettino Regionale Marche” (Bur) risale al 26 marzo scorso, le chiamate dei singoli aspiranti medici di famiglia inizieranno a giugno e, come detto, con l’estate di mezzo e i tempi burocratici, andrà bene se l’entrata in servizio di questi medici scatterà a settembre. C’è anche il rischio di andare più in là.

Nella provincia di Ascoli sono previsti 13 nuovi medici di famiglia: 8 nel Distretto del capoluogo piceno (6 ad Ascoli, 1 ad Acquasanta e  a Castorano) e 5 nel Distretto di San Benedetto (uno con studio nella città delle palme, uno a Monsampolo del Tronto e uno a Cossignano).

Così la distribuzione negli altri Distretti: 16 a Fermo, 6 a Macerata, 8 ad Ancona, 6 a Jesi, 6 a Fabriano,  3 a Senigallia, 5 a Pesaro, 3 a Urbino e 8 a Fano. Pediatri: nel Distretto di Ascoli solo una a Comunanza. Per quanto riguarda la continuità assistenziale, ovvero le ex guardie mediche, a 24 ore settimanali, quattro incarichi riguardano il Distretto di Ascoli e quattro quello di San Benedetto.

Nel capoluogo piceno dal primo aprile è andato in pensione il dottor Piero Fede. A febbraio era andato in pensione il dottorCarlo Luigi Cicchi. Bruno Natalini è in uscita a fine maggio,Serafino Salvia giugno, Gaetano Mariano pure a giugno, come pure Beniamino Maddalena di Rotella. Sempre dal primo aprile ha lasciato il servizio la pediatra Carmen Attorre. Molti hanno provveduto a cambiare medico ma molti, anche a causa del trambusto provocato dall’emergenza sanitaria, ancora no.
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