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Certificazione non conforme:
sotto sequestro (Foto/Video)
mezzo milione di mascherine

LE INDAGINI hanno portato la Guardia di Finanza a perquisire lo stabilimento di una società falconarese. I dispositivi individuati erano accompagnati da attestazioni recanti la marcatura “CE” rilasciate da un ente certificatore cinese non autorizzato ad attestare la conformità del prodotto
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Parte delle mascherine sequestrate

 

Mascherine chirurgiche non a norma: perquisizione in dieci regioni d’Italia, sequestrato mezzo milione di pezzi. I blitz sono stati coordinati dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Falconara per completare l’esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo emesso nei giorni scorsi dal gip del tribunale di Ancona. La indagini sono partite da una specifica attività di controllo del territorio della provincia dorica, disposta dal comando provinciale: partendo dalla vendita al dettaglio nelle farmacie, risultate estranee ai fatti, i militari hanno individuato una società falconarese con deposito a Camerata Picena. All’interno dello stabilimento, le fiamme gialle sono riuscite a scoprire 227.150 mascherine chirurgiche, provenienti dall’Ungheria, pronte per essere immesse in commercio.  All’atto dell’intervento, i militari hanno anche rilevato la presenza di tre operai per i quali non risultava essere stato stipulato alcun contratto di lavoro, circostanza segnalata all’Ispettorato territoriale del lavoro per l’emanazione dell’eventuale provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. I dispositivi individuati erano accompagnati da attestazioni recanti la marcatura “CE” – ossia rispondenti alle previsioni della normativa comunitaria – rilasciate da un ente certificatore cinese per l’accusa non rientrante tra gli organismi autorizzati a verificare e attestare la conformità del prodotto. Per gli articoli, la società importatrice non avrebbe inoltre ricevuto alcuna autorizzazione in deroga all’immissione in commercio da parte dell’Istituto Superiore della Sanità, così come previsto dal decreto “Cura Italia”.  Pertanto, il rappresentante legale è stato denunciato per frode nell’esercizio del commercio. Stando alle indagini, la sua condotta avrebbe indotto in errore i numerosi clienti, quali farmacie, in relazione all’effettivo significato della marcatura di conformità CE apposta sulle certificazioni. Sulla base degli elementi acquisiti dai finanzieri l’autorità giudiziaria dorica ha delegato la compagnia di Falconara all’esecuzione di un ulteriore sequestro preventivo, su tutto il territorio nazionale, di 354.400 mascherine chirurgiche già vendute a 84 farmacie, 28 delle quali nella sola provincia di Ancona. I sequestri in corso e permetteranno complessivamente di mettere sotto chiave 581.550 mascherine.  Le operazioni vedono il coinvolgimento di 46 reparti della guardia di finanza, dislocati in 31 province e 10 regioni: hanno la finalità di evitare che i dispositivi in questione siano venduti ai consumatori in mancanza della regolare certificazione CE e, quindi, senza i requisiti minimi di sicurezza.

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