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Week end con le Giornate Fai all’aperto:
otto aperture nelle Marche,
tre nella provincia di Ancona

TESORI - Il 27 e 28 giugno un’edizione speciale per permettere di godere in sicurezza dello straordinario patrimonio d’arte e natura con la prenotazione online obbligatoria per partecipare alle visite previste anche a Jesi, Corinaldo e Monte Conero
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Le incisioni rupestri nell’Abbazia di San Pietro su Monte Conero

 

 

Le Giornate Fai tornano il 27 e 28 giugno con un’edizione speciale per permettere di godere in sicurezza dello straordinario patrimonio d’arte e natura del nostro Paese. E stavolta la prenotazione online è obbligatoria. «Nelle settimane di lockdown la bellezza dell’Italia ci è mancata, ma ora è giunto il momento di tornare a scoprirla, in sicurezza. – spiega una nota stampa ufficiale – Perché la visita dei luoghi straordinari del nostro Paese possa continuare ad essere un’esperienza gioiosa e serena per questa edizione speciale delle Giornate Fai abbiamo scelto di accompagnarvi alla scoperta di luoghi all’aperto che permettano di rispettare il necessario distanziamento sociale, organizzando le visite su prenotazione obbligatoria da effettuare solo online a partire dal 23 giugno. Le prenotazioni saranno aperte fino ad esaurimento posti e non oltre le ore 15 di venerdì 26 giugno. Saranno 8 le aperture nelle Marche in questa edizione speciale delle Giornate Fai, sabato 27 e domenica 28 giugno. A Corinaldo la visita condurrà il pubblico alla scoperta della chiesa parrocchiale e della collegiata di San Pietro, di Santa Maria di Piazza, dell’arciconfraternita del Gonfalone e, infine, di Santo Spirito. A Jesi visita all’oasi Ripa Bianca, dove i visitatori verranno accolti per scoprire il mondo delle api. A Sirolo passeggiata sul Monte Conero tra l’Abbazia di San Pietro, gioiello romanico in vetta al promontorio, e le affascinanti Incisioni rupestri risalenti al secondo millennio a.C. Ad Ascoli Piceno si potrà ammirare il giardino dei Palazzi vescovili: uno dei pochi esempi superstiti di giardino storico di impianto rinascimentale rimasto oggi nel perimetro della città antica. A Fermo ci si potrà immergere nel Parco della Comunità di Capodarco dove si estende un bosco di sette ettari di macchia mediterranea e submediterranea. A Pesaro apertura dei Giardini di Villa Miralfiore, uno degli esempi più importanti di giardino storico delle Marche. A Fano visita all’Eremo di Monte Giove costruita dal 1741, progettato dell’architetto G. F, Buonamici è caratterizzato da uno spazio ottagonale slanciato e luminoso. A Recanati apertura per gli iscritti Fai (con possibilità anche di iscriversi in loco) del primo bene Fai delle Marche, l’Orto sul Colle dell’Infinito. Si trova a pochi passi dalla casa natale di Giacomo Leopardi, nell’orto dell’antico Monastero di S. Stefano, dove il poeta ambientò la celebre poesia L’Infinito: il culmine di una vera e propria “visita guidata” dentro la poesia. (Per prenotarsi consultare il seguente link: https://www.fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-di-primavera/i-luoghi-aperti/?regione=MARCHE )

L’osasi di Ripa Bianca

JESI, LE API RACCONTANO – Sabato e domenica dalle ore 15 alle 17 su tre turni di visita e gruppi di massimo 15 persone. In caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell’orario di chiusura indicato

La storia dell’oasi Ripa Bianca inizia con una colonia di nitticore che si insedia spontaneamente in un’area degradata e fortemente antropizzata. Oggi l’area, estesa per una superficie di 18 ettari e tutelata dal 1997, è in gestione al WWF Italia ed è inserita nel sistema nazionale delle Oasi WWF. E’ in questo ambiente ricco di biodiversità che i visitatori verranno accolti per scoprire il mondo delle api: la loro importanza, la loro vita ed il loro ruolo chiave nell’ecosistema. Con l’uso di un apiario didattico si potrà scoprire come le api producono il miele e il loro ruolo fondamentale per l’equilibrio dell’ambiente in cui viviamo. Si potrà riflettere sui motivi della loro scomparsa e sulla funzione vitale degli insetti impollinatori come sentinelle della qualità ambientale. Un percorso di scoperta e conoscenza che si spera possa sensibilizzare grandi e piccini sul tema degli insetti impollinatori come capitale naturale e risorsa per la nostra economia.

Uno scorcio di Corinaldo

CORINALDO, I LUOGHI DELL’IMMAGINAZIONE – Domenica, turni di visita, al mattino: alle 9.30 e alle 11; al pomeriggio: alle 16 e alle 18. Gruppo di massimo 10 persone. In caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell’orario di chiusura indicato

La visita condurrà il pubblico alla scoperta della chiesa parrocchiale e della collegiata di San Pietro, di Santa Maria di Piazza, dell’arciconfraternita del Gonfalone e, infine, di Santo Spirito, appartenente all’omonima confraternita. Si tratta di tre delle sette chiese ancora officiate nei primi decenni dell’Ottocento e poi abbandonate per ragioni diverse negli anni successivi all’Unità d’Italia. Se tuttavia non esistono più gli edifici, ne restano comunque visibile tracce. A partire dalla cinquecentesca chiesa di San Pietro di cui rimangono il campanile e alcuni magnifici altari lignei con i rispettivi dipinti, trasportati in altri edifici sacri del paese. L’antica chiesa di Santa Maria di Piazza, del 1570, sorgeva al posto dell’odierno edificio civile e le opere pittoriche che la ornavano sono ora conservate nella vicina chiesa di Sant’Agostino.

L’abbazia di San Pietro sul monte Conero

SIROLO ABBAZIA DI SAN PIETRO E INCISIONI RUPESTRI – Sabato orario 9:30 – 11:30, domenica: 09:30 – 11:30 con turni di visita ogni ora; gruppi di massimo 15 persone.

SCHEDA ESCURSIONISTICA difficoltà E = escursionistica – lunghezza itinerario: circa 3 Km – dislivello: 50-100 metri – durata visita: 2 ore circa Dotazione e abbigliamento necessari: – scarponcini da trekking – eventuali bastoncini da trekking – abbigliamento classico per escursionismo estivo: borraccia, cappello, occhiali da sole, crema solare

All’interno del Parco del Monte Conero, in un contesto ambientale, artistico e archeologico di rilevante interesse, sorge il complesso monastico di San Pietro, la cui chiesa, antecedente al 1038, conserva pregevoli elementi artistici e architettonici. A breve distanza da esso si trova un documento di arte rupestre di straordinaria importanza. Si tratta di incisioni presumibilmente risalenti al 1200-1000 a.C., collegabili a forme di culto e a ritualità complesse associabili ad aspetti magico-terapeutici e propiziatori. Le incisioni mostrano inoltre una significativa corrispondenza topografica con i corsi d’acqua del Monte Conero.

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