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Colto da infarto, sviene sulle scale
all’esterno dell’ospedale: salvato

LORETO - Cordata di soccorsi stamattina al Pat del 'Santa Casa' per soccorrere l'uomo, un 61enne residente in Svizzera giunto da solo nella città mariana per lavoro. In tempi record il paziente è stato stabilizzato e trasferito all'ospedale di Torrette
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Il Pat di Loreto. Dal 2016 il presidio sanitario ‘Santa Casa’ è stato riconvertito in ospedale di comunità perdendo il Punto di primo intervento che poteva curare i codici rossi

 

Quando si dice che anche i piccoli ospedali possono essere una grande risorsa per il territorio. Un 61enne residente in Svizzera era arrivato per lavoro a Loreto, quando stamattina intorno alle 9  ha avvertito un malore si è diretto da solo all’ospedale ‘Santa Casa’. Nell’atto di salire le scale del presidio ospedaliero però si è accasciato a terra, collassando all’esterno. E’ proprio il caso di dire che nell’imprevisto si è trovato nel posto giusto al momento giusto. Il medico in servizio al Pat (il Presidio ambulatoriale territoriale), il neolauretato Alessio Salvucci Salice, si è infatti subito reso conto che il paziente era in preda ad un infarto cardiaco importante. L’ha stabilizzato e sottoposto a terapia mentre il medico dirigente del reparto Cure Intermedie, il dottor Paolo Lanzafame eseguiva in tempi record un ecocardiogramma per stilare la diagnosi. L’uomo, risultato negativo al tampone, è stato subito dopo trasferito dall’ambulanza del 118 con un codice di massima urgenza nel reparto di Emodinamica dell’ospedale di Torrette dove intorno alle 10.45 l’equipe medica lo ha accompagnato in sala operatoria per risolvere un problema ad una coronaria. Nel frattempo i sanitari lauretani avvertivano con una telefonata oltre confine la moglie del 61enne che li ha ringraziati per aver salvato la vita al congiunto. Il ‘Santa Casa’ dal 2016 è stato riconvertito in ospedale di Comunità e il suo Pat non può accettare ne’ curare pazienti in codice rosso. Non è la prima volta però che, proprio per la dimesione internazionale dei flussi turistici attratti dalla città mariana, sanitari, infermieri e guardie mediche si trovano in prima linea a soccorrere persone sofferenti, con funzioni vitali compromesse e quindi in pericolo di vita.

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