facebook rss

Vertenza Elica, fumata nera
al tavolo ministeriale

FABRIANO - Inconciliabili le posizioni della multinazionale, che ha ribadito l'intenzione di procedere con il nuovo piano industriale, con quelle di Fim, Fiom e Uilm, che ne chiedono il ritiro. Il vertice aggiornato dal viceministro Alessandra Todde
Print Friendly, PDF & Email

 

 

Vertenza Elica, si è chiuso con una fumata nera il tavolo convocato oggi pomeriggio al Mise, perché le parti sono rimaste arroccate sulle rispettive posizioni. L’azienda ha ribadito la necessità di portare avanti il nuovo piano industriale 2021-2023 che prevede la delocalizzazione in Polonia di circa il 70% delle produzioni italiane, 409 esuberi e la chiusura dello stabilimento di Cerreto D’Esi come unica soluzione per preservare il futuro del gruppo nel Fabrianese e in Italia. Ha inoltre rinnovato l’intenzione di investire risorse per gestire i 409 licenziamenti ipotizzando la cassa integrazione da garantire per tutto il 2022, come ammortizzatore sociale che precederà la Naspi e poi l’autoplacement. Fim, Fiom e Uilm sono tornate invece a sollecitare di nuovo il ritiro del piano strategico: il comparto dell’elettrodomestico è in espansione e si sta consolidando, hanno rimarcato evidenziando in sostanza che Elica è leader di settore.

«E’ inaccettabile pensare di recuperare redditività tagliando dipendenti e trasferendo gran parte delle produzioni nello stabilimento di Jalcz-Laskowice in Polonia – commentano in una nota congiunta le segreteria nazionali di Fim, Fiom e Iulm che hanno preso parte al vertice- Una scelta che non condividiamo in nessun modo. Il gruppo aveva già 10 anni fa operato una ristrutturazione del sito con la riduzione dell’organico con la medesima motivazione posta oggi al tavolo, ridurre i costi per aumnetare la marginalità. Nel corso di questo decennio abbiamo registrato nonostante i continui solleciti del sindacato, scarsi investimenti su macchinari e sulle persone da parte del gruppo, con la beffa che una parte dei 35 milioni investiti in ricerca e sviluppo hanno sostenuto prodotti che si fanno da anni in Polonia. Cogliamo con favore la disponibilità del vice ministro Alessandra Todde di tenere aperto il tavolo ministeriale per trovare risposte diverse da quelle previste dal piano circa gli attuali occupati. Si devono trovare soluzioni per salvaguardare i 408 occupati e per preservare il Made in Italy». I sindacati hanno chiesto l’intervento del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e della proprietà di Elica per far partire la trattativa. All’incontro che si è svolto in video conferenza e che è stato aggiornato a nuova data, oggi hanno preso parte oltre al vice ministro Todde, i vertici nazionali e provinciali di Fim-Fiom-Uilm, l’assessore regionale Stefano Aguzzi, il sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli e l’ad di Elica Giulio Cocci.



Articoli correlati

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X